Rincaro prezzi delle materie prime

Andrea Pastore 30/08/2021 0

La pandemia di Covid-19 ha cambiato le nostre abitudini di acquisto e le possibilità di circolazione delle persone, richiedendo a molte attività di adeguare i propri servizi alla nuova situazione per rimanere competitive sul mercato.

Con i lockdown che si sono susseguiti nel tempo, sono diverse le realtà imprenditoriali che hanno dovuto reinventarsi: basti pensare, ad esempio, al settore della ristorazione, che si è ritrovato con la sola possibilità di continuare l'attività esclusivamente tramite l’asporto e la consegna a domicilio.

Gli e-commerce, dall’altro lato, hanno avuto un incremento di richieste in un momento in cui effettuare spese non era semplice e abbiamo assistito a una corsa, da parte dei consumatori, per accaparrarsi prodotti di vario tipo, dagli alimentari alla tecnologia, il tutto sempre ai prezzi migliori.

Quali sono gli effetti della pandemia sul settore produttivo?

A lungo andare, questa situazione di emergenza sanitaria si è trasformata, come si poteva immaginare, in un’emergenza di tipo produttivo. Conseguenza di tale fenomeno è la crescita del prezzo delle materie prime, con un effetto a cascata che riguarda il costo del prodotto finale.

Un esempio lampante è costituito dalla carta da macero, passata dagli 11 euro a tons stimati a febbraio 2020 agli attuali 140 euro a tons. Anche la cellulosa pura ha registrato un sensibile rincaro.

Oltre alla maggior richiesta, nell’ambito del settore cartario, di prodotti per il packaging, soprattutto da parte del mondo farmaceutico e alimentare, si nota anche una difficoltà di reperimento delle materie prime.

Dal clima di insicurezza si è generata una corsa all’approvvigionamento che sta costringendo i fornitori di carte riciclate a diminuire la propria capacità produttiva.

Si registra, pertanto, anche un incremento anche nei costi del prodotto finito, in quanto questi fattori hanno costretto le cartiere ad aumentare i propri prezzi dal 5% al 10%. 

L’aumento dei prezzi delle materie prime non riguarda solo la carta, ma anche la plastica, il legno, il rame e, nel settore alimentare, il grano.

Perché la crisi del settore degli imballaggi interessa tutti i settori produttivi?

Al giorno d'oggi è impossibile pensare a un prodotto senza il packaging poiché quest’ultimo è parte integrante di una catena di fornitura. Gli imballaggi, infatti, sono fondamentali per diversi settori, come ad esempio quello del Food & Beverage, quello farmaceutico e per il settore industriale.

La maggior richiesta di scatole in cartone ondulato è relativa anche alla crescita degli e-commerce e il conseguente incremento delle spedizioni.

Assistiamo a un aumento della domanda di prodotti che consentano un trasporto agevole e sicuro. La grammatura della carta e la resistenza della stessa sono le caratteristiche maggiormente ricercate.

Quali sono gli effetti dei rincari sulla carta per imballaggi?

Purtroppo, le tensioni sul prezzo che riguardano la carta da macero e non solo contribuiscono ai rincari sia del costo della scatola finale che dei prodotti intermedi.

Tale rincaro si traduce poi in un aumento dei prezzi in generale, che si vanno a scaricare sul consumatore finale influenzando la competitività del prodotto stesso. Tutto questo comporta delle conseguenze anche sulla shelf life.

Non dobbiamo dimenticare che la pandemia ha anche diminuito il potere d’acquisto di molte persone, per cui una sequenza di rincari potrebbe rendere un prodotto meno appetibile e limitare o annullare il suo acquisto, soprattutto se si tratta di un bene non di primaria necessità.

È necessario intervenire affinché il settore cartario mantenga una produzione sostenibile che possa essere competitiva. Questa è la sfida che riguarda il mercato italiano, perché possa mantenere alto il livello di qualità e costi accessibili. 

La speranza è che proprio i mesi di vacanza facciano da volano per la ripresa dei consumi, in maniera tale da rendere maggiormente disponibile la carta da riciclare e da mitigare i prezzi della carta da macero.

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Paper week di Comieco: innovazione e circolarità per un packaging alimentare sostenibile

“Quali sono le principali tendenze e innovazioni nel campo del packaging alimentare in Italia?”

Il tema è stato affrontato in occasione del convegno “Le sfide del packaging alimentare tra riciclabilità e conservazione” realizzato in occasione della II Paper Week di Comieco, la settimana di eventi dedicati al mondo della raccolta differenziata e del riciclo di carta e cartone, organizzata dal Consorzio in collaborazione con Federazione Carta e Grafica, Assocarta, Assografici, Unirima e con il patrocinio del Ministero per la Transizione Ecologica e Anci. Ecco alcuni spunti e riflessioni emersi durante la campagna informativa.

L'evoluzione del packaging alimentare

Il packaging alimentare sta attraversando una fase di profonda evoluzione e innovazione, in quanto capace di rispondere positivamente alle esigenze di consumatori e aziende, sempre più attente nell’ambito della sostenibilità aziendale. Tra le tendenze dominanti spicca, in merito, l’aumento del peso degli imballaggi a base di carta e cartone nell’alimentare: circa il 50% del cartone ondulato e del cartoncino teso immesso sul mercato, è infatti destinato al settore agroalimentare.

Crescita esponenziale dell’e-commerce e delivery

Un altro trend è la rapida ascesa dell’e-commerce e del delivery, settori cresciuti in maniera esponenziale durante e dopo la prima ondata del Covid-19 e da allora mai più arrestatosi, che ha visto emergere nuove necessità e abitudini di acquisto dei consumatori, i quali hanno sempre più apprezzato le caratteristiche principali packaging, come la sua capacità di preservare l’integrità del contenuto durante tutte le fasi di trasporto. Ma non solo. Gli Italiani sono sempre più attenti alla sostenibilità, anche in ambito alimentare, i cui consumi sono orientati all’approfondimento della filiera e quindi anche del packaging. 

Con l’aumento degli imballaggi compositi nel settore alimentare, diventa quindi necessario che questi siano sempre più riciclabili e che i consumatori capiscano, in maniera semplice e diretta, dove e come differenziarli. Ecco perché si auspica, che dal prossimo Gennaio 2023, possa entrare definitivamente in vigore l’obbligo di etichettatura ecologica, che prevede per tutti gli imballaggi una codifica alfanumerica che identifica il tipo di materiale, per consentire di ottimizzare al meglio la raccolta differenziata, e raggiungere alti livelli di recupero anche per quanto riguarda il settore degli imballaggi.

Innovazione del packaging

Ed inoltre, un aspetto determinante nella prospettiva di successo della transizione verso processi di produzione e distribuzione più ecosostenibili nel settore agroalimentare, è determinata dall’innovazione tecnologica applicata al packaging. E sul fronte degli imballaggi, carta e cartone giocano un ruolo primario, così come all’interno della filiera di riciclo.

L'imballaggio in carta rappresenta, come ben sappiamo, una preziosa alternativa alla plastica. Ma, “quanto siamo disposti a ridurre la shelf life dei prodotti per migliorare la sostenibilità di quel prodotto e di quel packaging?” In tal merito, è fondamentale che l’innovazione accorra in nostro aiuto, per permettere di avvicinare queste due dimensioni, fondamentali per favorire uno sviluppo sostenibile dell’imballaggio alimentare. Queste le riflessioni poste sul tema da Silvio Barbero, Vice-Presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, durante il convegno. 

Visita la nostra sezione dedicata alla RICERCA & SVILUPPO.

È vero che la carta ha sette vite come i gatti?

Sì. A confermarlo le parole di Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco. Carta e cartone permettono agli imballaggi di avere sette vite, ovvero tante quante sono le possibilità di riciclo della fibra cellulosica. In termini di prestazioni ambientali, questo equivale a un risparmio di emissione di circa 3,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno, equivalente a una settimana di blocco totale del traffico veicolare nel nostro Paese.

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