Packaging ecologico: materiali e trend del futuro

Andrea Pastore 28/06/2022 0

Negli ultimi due anni – dallo scoppio della pandemia Covid – abbiamo assistito ad una sempre maggior consapevolezza da parte dei consumatori che sono diventati oggi profondamente interessati e attenti al tema dei riciclo dei materiali.

In questa ottica per le aziende significa dotarsi di sistemi ecosostenibili che riescano a non far perdere la qualità del servizio e dell’esperienza offerta al cliente finale.

Tutti i settori commerciali concordano con l’aspetto che riguarda il packaging utilizzato per spedizioni ed imballaggi che rappresenta non solo il trend presente ma soprattutto quello che la farà da padrone nei prossimi anni.

Packaging sostenibile: i materiali

Le aziende oggi devono ricorrere a un packaging realizzato in materiali ecologici e sostenibili e che soprattutto abbiamo un basso impatto aziendale.

Quindi, se viene scelta per esempio la plastica – materiali riciclabile – devono assicurarsi che si tratti di plastica biodegradabile.

I materiali utilizzati dalle aziende per rendere il packaging sostenibile, sono:

  • la fibra di legno vergine ottenuta da fonti sostenibili e proveniente da silvicoltura protetta;
  • il cartone ondulato: è il packaging del momento, perché assicura la comodità di apertura di una confezione, offre possibilità di eco-design sofisticati e flessibilità, ed è personalizzabile.
  • carta, cartoncino e cartone: realizzati in fibre riciclate e/o provenienti da foreste certificate FSC ovvero gestite responsabilmente;
  • imballaggi organici
  • materiali a basso impatto ambientale come il tessuto non tessuto a base di cotone rigenerato;
  • le bioplastiche: sono in acido polilattico, o PLA, o prodotte da fonti di biomasse rinnovabili, come lipidi e oli vegetali;
  • PHA (o poliidrossilcanoato): polimero temoplastico sintetizzato da diversi tipi di batteri: un polimero promettente arriva dai sottoprodotti di scarto della filiera lattiero-casearia della regione Lombardia;
  • il carbone, derivato dal legno di quercia carbonizzata;
  • leghe metalliche con proprietà anti-batteriche;
  • il vetro, accettato da tutti i sistemi di riciclo;
  • plastica derivante da riciclo chimico.


Packaging ecosostenibile: scenari futuri

Secondo la celebre rivista del settore Pro Carton il 75% dei consumatori oggi afferma di essere influenzato sull’acquisto di un prodotto dall’impatto sull’ambiente che il packaging possiede.

Questo dato ci mostra come sia cresciuta la sensibilità dei consumatori verso il tema degli imballaggi eco-sostenibili, soprattutto tra i giovanissimi, spingendo le aziende verso un mercato del riciclabile costituito di carta e cartone.

Per la prima volta, in sostanza, ci troviamo di fronte a un trend che abbraccia ogni settore, dalla moda, al food, al beauty.  I motivi, sono i seguenti:

  • il riciclo è diventato una priorità, per i consumatori e per le aziende, grazie a una maggiore consapevolezza dell’inquinamento dovuto a plastiche e materiali inquinanti;
  • carta e cartone sono associati psicologicamente a un prodotto di qualità, oltre ad adattarsi a un design inclusivo, fruibile da ogni individuo;
  • la sostenibilità è tra i valori principali dei brand, che, assieme agli stati, si stanno impegnando per ridurre l’impatto di anidride carbonica del settore industriale.

Insomma, se il tema della sostenibilità ambientale è diventato un “cult” nelle agende politiche di tutto il mondo è bene che qualsiasi azienda non sottovaluti il problema e resti a passo con le nuove esigenze dei consumatori “eco-friendly”.

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Andrea Pastore 23/04/2021

Packaging innovativo ed ecosostenibile: le nuove frontiere degli imballaggi

Il mondo del packaging sta vivendo un periodo di trasformazione che spinge i designer e le aziende a trovare nuove soluzioni e nuovi formati per ampliare la propria gamma di proposte e rendere l’imballaggio sempre più sostenibile.

Tutto questo si traduce in un prodotto innovativo, in grado di fornire al mercato nuove possibilità di ripensare il packaging a partire dalla filiera di approvvigionamento fino alla distribuzione del prodotto finito.

La filiera della carta: dal recupero alla creazione di nuovi prodotti

L’ecosostenibilità è sempre più dettata dalla necessità di sposare i principi di un’economia circolare. Seguendo questa filosofia si è provveduto a rivedere l’intera struttura aziendale attraverso l’adozione di cicli di produzione che si fondano sulle energie rinnovabili e sul controllo delle emissioni per un minor impatto sull’ambiente.

Per il settore cartario è fondamentale la filiera del recupero, che consente di ripensare l’approvvigionamento di materia prima tramite percorsi e progetti di riciclo di closed loop. Questi ultimi si integrano perfettamente con obiettivi di sostenibilità che vengono sostenuti dalle aziende facenti parte della Rete 100% Campania, di cui SADA è partner, a testimonianza di un modo di fare impresa attento all’impatto ambientale, ma anche all’impatto economico e sociale che sortisce sulle comunità locali.

Questo sistema di produzione che trova fondamento nelle legalità, nella circolarità dei processi e nella capacità di venire incontro alle nuove esigenze di mercato, ha ispirato la creazione non solo di nuovi prodotti, ma anche di prodotti innovativi, che avessero cioè un impatto sulle abitudini di utilizzo del packaging e sull’ottimizzazione di risorse.

Che cosa si intende per prodotti innovativi per il packaging?

I prodotti innovativi per il packaging hanno caratteristiche che rappresentano dei veri e propri elementi di novità. Vediamo quali sono i caratteri generali che riguardano alcuni esempi di packaging innovativo.

  • Ottimizzazione della materia prima: come abbiamo detto, la prima caratteristica è che il packaging nasce da materia prima riciclata e ottenuta da fonti FSC. Questo consente un approccio etico e rispettoso nei confronti dell’ambiente, e un risparmio in termini di emissioni.
  • Design funzionale e versatile: i prodotti innovativi per il packaging si distinguono per un approccio al design che privilegia una nuova concezione spaziale, che consente di ottenere una lavorazione del cartone che riduce gli sprechi e gli ingombri. Le linee sono pensate per accogliere il prodotto in maniera sempre più aderente e allo stesso tempo garantendo robustezza e performance ottimali.
  • Capacità di sostituire soluzioni preesistenti: il packaging innovativo nasce anche per sostituire forme di confezionamento che non sono più compatibili con uno stile di produzione sostenibile o che non rientrano tra i materiali riciclabili. Questo ha spinto i ricercatori e i designer a capire nuovi usi del cartone ondulato e del cartoncino per proporre un prodotto all’avanguardia più resistente e con caratteristiche come l’impermeabilità e la resistenza ai fluidi.

I prodotti innovativi per il packaging SADA

I prodotti innovativi per il packaging in cartone ondulato proposti dal Gruppo SADA sono pensati proprio per rispondere a tutte queste istanze. Attraverso uno stretto rapporto con le aziende del Food & Beverage e non solo, abbiamo elaborato diverse soluzioni che si adattano al trasporto e all’esposizione del prodotto.

Un esempio è rappresentato dalla gamma di vassoi con Cornless® e 1Derbox®. Il primo offre una superficie capiente in cui collocare il prodotto, mentre il secondo rappresenta una soluzione nuova sul mercato perché è sia un vassoio per l’esposizione che una scatola, contraddistinta da una fustellatura a strappo, che consente una rimozione pratica e veloce del coperchio.

Con la gamma di espositori sarà possibile realizzare un angolo attrattivo, un corner monobrand perfetto per attrarre i clienti ed effettuare campagne promozionali di impatto.

Chiudiamo la nostra rassegna con la scatola con maniglia H2OBox®. Cartone e fluidi possono coesistere in una scatola impermeabile, sostenibile e riciclabile. Nata da un’accurata ricerca e con un design interamente personalizzabile, è stata pensata per rispondere alle esigenze dei settori di produzione dei prodotti lattiero-caseari, di frozen food e per l’ortofrutta.

Cerchi una soluzione innovativa per il packaging aziendale? Rivolgiti al Gruppo SADA e dai vita al tuo packaging personalizzato, innovativo, funzionale e sostenibile.

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Andrea Pastore 31/01/2022

Industrial Decarbonization Pact: un passo avanti per la produzione di carta e cartone sostenibile

“Sostenibilità” e “decarbonizzazione” sono le due parole chiave che guideranno la rivoluzione industriale. In ogni ambito produttivo, infatti, le aziende dovranno investire in ambito di sostenibilità per ottenere risultati che possano limitare l’impatto ambientale.

Che cos'è Industrial Decarbonization Pact?

L’Industrial Decarbonization Pact è un’alleanza che vede impegnate le industrie italiane nel comune impegno di ridurre le emissioni ed essere uno dei fattori acceleranti per la transizione ecologica del Paese.

In tal senso, si sono unite nella lotta al cambiamento climatico e alla riduzione dei gas serra industrie operanti nel settore dell’acciaio, della carta, del cemento, della ceramica, della chimica, le fonderie e per finire le industrie del vetro.

Questa unione è strategica perché unisce tutte le aziende verso un comune obiettivo di sviluppo volto alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Perché l’industria deve essere il motore della transizione ecologica?

Le industrie che abbiamo precedentemente citato rivestono un pezzo importante del tessuto economico italiano. Nel dettaglio, le industrie del comparto offrono occupazione a circa 700 mila persone, grazie alle quali producono circa il 5% della ricchezza italiana.

L’attuazione di un piano di investimenti importante e mirato potrebbe aiutare a ridurre le emissioni delle loro attività del 40% sostenendo ben 150 mila posti di lavoro.

Da quanto finora detto ci accorgiamo che il settore dell’industria è cruciale per il nostro Paese, costituendo la base di diverse filiere produttive. In tal senso, è fondamentale partire da questi settori per accelerare e completare la transizione ecologica, non solo a livello nazionale ma anche in riferimento agli obiettivi europei.

L’attività di queste industrie, come è noto, può essere un veicolo di produzione di gas che influiscono sul clima. Molte industrie si stanno impegnando nel diminuire le proprie emissioni sia certificando i processi di produzione e sia intraprendendo politiche di maggior sostenibilità cercando di armonizzare gli aspetti economici, sociali e ambientali connessi con la propria attività, le comunità locali e il territorio in cui incide il business.

Bisogna tener conto che tali settori sono spesso a monte e a valle dell’intera filiera produttiva. Se prendiamo il settore della carta e degli imballaggi in cartone, questo è fondamentale sia per la movimentazione merci, sia per la realizzazione di packaging per l'eCommerce e la produzione di packaging primario per tutti i prodotti che troviamo sugli scaffali dei negozi della piccola e grande distribuzione. Allo stesso tempo, il settore della carta è anche cruciale per il recupero, il riciclo e il riutilizzo della materia prima, così da immettere sul mercato un prodotto che abbia un ciclo di vita circolare.

Creando un ciclo virtuoso che possa rendere riutilizzabili le materie prime che vengono gettate dopo l’utilizzo, si pongono le basi per uno sfruttamento delle risorse più consapevole e mirato. 

Proprio perché i settori industriali che abbiamo citato sono cruciali per l’economia e svolgono un ruolo fondamentale nell’ambito della circolarità, è necessario attuare una strategia a lungo termine che possa ridurre l’impatto ambientale dei settori più energivori, così da preservare il loro ruolo economico e sociale.

Tutto questo soprattutto in vista degli obiettivi europei, dettati dall’Agenda 2030, che richiederanno uno sforzo massiccio, che se non accompagnato da azioni di sostegno adeguate, non potrà avere impatto sulla sostenibilità dell’industria italiana.

Qual è l’ostacolo maggiore che incontra il processo di decarbonizzazione?

A questo punto è lecito chiedersi: qual è l’ostacolo principale che ostacola la decarbonizzazione? Sicuramente al primo posto troviamo una burocrazia lenta e farraginosa. Non aiutano le opposizioni da parte delle comunità locali, che spesso bloccano lo sviluppo di nuovi impianti per le energie rinnovabili. 

In tal senso è cruciale, in particolar modo per i settori più energivori, la creazione di impianti di energia rinnovabili che accelererebbero la riduzione delle emissioni di CO2, così da permettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati per il 2030.

Come abbiamo detto in precedenza, ci sono diverse cause che rallentano la transizione economica. Anzitutto troviamo le lungaggini dal punto di vista burocratico. Il percorso che autorizza un impianto rinnovabile ha una durata di 7 anni circa. I costi relativi alla realizzazione sono fra i più alti in Europa.

La lentezza è dovuta, per esempio, alle moltiplicazioni dei centri decisionali, per cui talvolta il percorso si trasforma in una lotta tra enti locali e regionali. Inoltre, i lavori possono essere arrestati dopo la loro approvazione dalle soprintendenze ai beni culturali, che agiscono in base a linee guida anacronistiche e che non sono allineate con lo sviluppo e il progredire dei bisogni sociali e ambientali.

Come la lotta al cambiamento climatico rappresenta un’occasione di crescita economica?

Il rallentamento della transizione ecologica blocca anche un’azione seria e mirata di contrasto al cambiamento climatico.

Proprio quest’ultimo potrebbe rappresentare un’occasione di crescita economica, poiché saranno sempre più richiesti profili professionali orientati alla valutazione e alla programmazione di performance industriali più sostenibili.

Sia il settore delle energie rinnovabili, sia l’industria stessa, ma anche il settore economico, avranno bisogno di profili professionali in grado di sviluppare competenze tecniche, ma anche competenze di tipo manageriale, nell’ambito della creazione di strategie che renderanno più sostenibile la produzione industriale pur preservando gli obiettivi di crescita e di sviluppo.

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Andrea Pastore 19/05/2021

Progetti closed loop supply chain per la filiera del packaging

Il mondo del packaging sostenibile ha bisogno di aziende che lavorino in network, affinché si possano ottimizzare al meglio le risorse e creare un prodotto che abbracci pienamente la filosofia dell’economia circolare.

Parliamo di un “approccio filiera” in cui l’impegno della singola azienda si armonizza con quello delle altre per ottenere una serie di scopi che rappresentano diversi tipi di vantaggi. Per la filiera della carta, in particolare, questo impegno si traduce in:

  • Raccolta degli imballaggi più efficiente
  • Raccolta del macero del cartone effettuato dall’azienda stessa o da aziende partner
  • Recupero di materia prima certificata
  • Immissione sul mercato di un prodotto di alto livello qualitativo
  • Minor ricorso a materia prima a base cellulosica vergine
  • Minor impatto sull’ambiente e sugli ecosistemi forestali

Riciclo di prossimità: la raccolta intesa come prima fase di un percorso di produzione

Con l’espressione “riciclo di prossimità” capiamo come cambia la politica di raccolta di carta e cartone. La gestione su base territoriale deve avvenire in maniera integrata e sostenibile, ed essere finalizzata al recupero del maggior quantitativo di materie prime e secondarie che sono necessarie alla produzione di packaging ed altri prodotti.

Questo procedimento mira a ridurre gli impatti ambientali, economici e sociali che conseguono al ciclo di raccolta e trasformazione.

Il macero: un altro tassello fondamentale per il recupero di carta e cartone

La gestione del macero è un altro tassello importante all’interno dei progetti closed loop supply chain, il quale consente alle aziende produttrici di rifornirsi in maniera diretta di materia prima utile per la produzione di nuova carta e cartone.

Attraverso un ciclo chiuso è possibile armonizzare tutti gli aspetti che riguardano lo sfruttamento delle risorse naturali. Ne consegue anche un impatto ambientale minore nell’ottica della gestione degli ecosistemi forestali, insieme a una produzione minore di rifiuti.

La ricerca: il cuore di uno sviluppo sostenibile

La ricerca, nel quadro di un’economia circolare, riveste un’importanza fondamentale. Nel settore della realizzazione di packaging sostenibile, la ricerca è fondamentale per concepire nuove forme, sempre più incentrate sul concetto di eco-design, ma è importante anche per capire come è possibile sviluppare nuovi materiali e favorire i processi necessari che possano consentire la sostituzione di imballaggi non riciclabili con quelli in cartone.

La ricerca consente, allo stesso tempo, di trovare nuove soluzioni attraverso progetti di sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale in termini di CO2 equivalente, ma anche l’impatto dei prodotti sull’ambiente.

La divulgazione: come mezzo per incentivare il riciclo.

La comunità civile deve essere informata dei benefici ambientali ed economici che un progetto closed loop supply chain può apportare all’intera comunità.

Il packaging può diventare il primo mezzo di informazione attraverso l’esposizione del materiale e le indicazioni di riciclo, ma anche attraverso messaggi che facciano sentire il consumatore al centro del processo così da incentivare il riciclo.

Sada aderisce alla Rete per il Packaging Sostenibile 100% Campania. 

Attraverso questa rete a forte connotazione territoriale, le aziende locali hanno la possibilità di fare network ed avviare progetti closed loop supply chain in grado di rendere più efficiente ed ecosostenibile la produzione di imballaggi in cartone e la produzione di prodotti cartotecnici.

Attraverso la partecipazione attiva a progetti closed loop supply chain, l’azienda mira alla produzione di idee e packaging innovativi, che possano fare la differenza sia dal punto di vista della qualità e sia dal punto di vista dell’impatto ambientale.

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