Packaging in cartone ondulato: un’industria in salute
Andrea Pastore 20/10/2016 0
Ogni anno, con questo materiale, in Italia vengono prodotti quasi 6,5 miliardi di metri quadri di superficie. È il cartone ondulato, uno dei materiali da imballaggio più green in circolazione. Naturale al 100%, sostenibile (9 imballaggi su 10 vengono recuperati ogni anno) amico delle foreste (per ogni albero tagliato per produrre fibra vergine, ne vengono piantati 3). Oltre a questo è molto resistente ed estremamente versatile, e consente il massimo grado di personalizzazione del packaging, permettendo di valorizzare al meglio il prodotto contenuto e del brand.
Ogni anno, con questo materiale, in Italia vengono prodotti quasi 6,5 miliardi di metri quadri di superficie. È il cartone ondulato, uno dei materiali da imballaggio più green in circolazione. Naturale al 100%, sostenibile (9 imballaggi su 10 vengono recuperati ogni anno) amico delle foreste (per ogni albero tagliato per produrre fibra vergine, ne vengono piantati 3). Oltre a questo è molto resistente ed estremamente versatile, e consente il massimo grado di personalizzazione del packaging, permettendo di valorizzare al meglio il prodotto contenuto e del brand.
Caratteristiche che ne fanno il packaging ideale per la protezione e il trasporto dei prodotti, e diventano certezza di risultati grazie a GIFCO, il Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato, che a Torino ha incontrato i suoi associati per il meeting annuale di bilancio delle attività svolte nel 2015. Il settore nel 2015 ha registrato una produzione nazionale complessiva – in superficie – di 6.455.574.000 metri quadri (in peso circa 3,62 milioni di tonnellate), con una crescita dell’1,69% sul 2014.
Si tratta del terzo risultato positivo consecutivo negli ultimi anni. E a conferma dello stato di salute del comparto, il fatturato delle aziende che lo compongono ammonta a circa 3,8 miliardi di euro. A dispetto di un contesto economico nazionale non sempre roseo, l’industria del cartone ondulato si mantiene dunque stabile e in forze, garantendo occupazione a oltre 15 mila addetti.
“I segnali positivi continuano – annuncia il presidente di GIFCO, Amelio Cecchini – nel primo semestre 2016, infatti, la produzione in metri quadri è cresciuta del 2,5%, rispetto ai primi sei mesi del 2015”. A sostenere questo trend positivo è prima di tutto il settore agroalimentare, a cui viene destinato il 57% del packaging in cartone ondulato. “Poi va considerata la crescita esponenziale dell’e-commerce: – continua il presidente di GIFCO – un elemento fondamentale per lo sviluppo della nostra filiera, laddove il cartone ondulato è il packaging per eccellenza per le spedizioni dei beni acquistati online”. Oggi, secondo i dati dell’osservatorio Netcomm – Politecnico di Milano presentati durante il meeting annuale di GIFCO, 1,3 miliardi di persone nel mondo fanno acquisti on line. 300 milioni in Europa; in Italia gli utenti che fanno acquisti almeno una volta al mese sul web sono 19 milioni.
Gifco: da oltre 60 anni il “cuore verde” del cartone ondulato
In Italia oggi 9 imballaggi su 10 sono prodotti dalle aziende associate a GIFCO. Dei quasi 6,5 miliardi di metri quadri di cartone ondulato prodotti nel 2015, 5,8 miliardi di metri quadri (in peso circa 3,3 milioni di tonnellate) sono stati prodotti infatti dagli stabilimenti e dagli scatolifici aderenti al gruppo, che rappresentano appunto il 90% del mercato nazionale dell’ondulato. E l’Italia si conferma ancora il principale produttore di cartone ondulato a livello europeo, dopo la Germania.
GIFCO associa 69 stabilimenti che producono cartone ondulato e 364 scatolifici. In Italia, quasi la metà della produzione nazionale di cartone ondulato si concentra tra Lombardia (che con più di 1 miliardo e mezzo di metri quadri e una quota del 23,8% si conferma nel 2015 la regione più produttiva), Emilia-Romagna e Marche (che insieme rappresentano il 23% della produzione nazionale). Interessante, nel 2015, la performance della macro area Lazio-Umbria-Abruzzo, che registra una crescita del 16,3% e arriva ora a coprire il 6,9% della produzione nazionale.
Guardando ai settori merceologici, l’alimentare (ortofrutta, prodotti freschi e lavorati, bevande, pesci, carni e polli) risulta appunto la destinazione primaria di questo materiale, con una quota di mercato del 57%. Il restante 43% delle scatole in circolazione nel 2015 è stato utilizzato dai comparti non food, dagli elettrodomestici all’edilizia, dall’industria metalmeccanica a quella farmaceutica, dall’arredamento, all’igiene, al cosmesi e la pulizia per la casa.
Fonte: Converter
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Global Goals: quali sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile?
“Global Compact” delle Nazioni Unite è un progetto che unisce più persone verso un unico scopo: la promozione di un’economia globale sostenibile.
La necessità di un Patto Globale che offra per la prima volta la possibilità di affrontare gli aspetti critici della globalizzazione in un’ottica di collaborazione internazionale, che diventa un’unica comunità e cerca di trovare una conciliazione tra gli interessi dei privati e quelli di popoli e dell’ambiente, è stata proposta per la prima volta nel 1999 presso il World Economic Forum di Davos dall’ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan.
Così, a partire del mese di luglio del 2000, il Global Compact ha preso vita coinvolgendo finora oltre 18.000 aziende provenienti da 160 Paesi al mondo, dando vita a una nuova realtà di collaborazione.
L’impegno presente siglato tra le aziende partecipanti e le Nazioni Unite è quello di superare i limiti della globalizzazione, trasformando quest’ultima in un processo caratterizzato da sostenibilità e cooperazione.
Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite per il 2030: i vantaggi per le aziende per un futuro sostenibile
Lo sviluppo economico non si ferma. È necessario, tuttavia, cambiare l’approccio al mondo del lavoro. A questa responsabilità sono chiamate a dare un contributo le piccole e le grandi aziende, che hanno il compito di investire in innovazione con lo sviluppo di partnership.
Tutto questo deve essere fatto attraverso la ricerca dello sviluppo di soluzioni sostenibili a 360°. I vantaggi che deriverebbero da un cambio di approccio sono molteplici, tra cui:
- Identificare nuove opportunità di business
- Potenziare i rapporti con gli stakeholder
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- Identificare, gestire e monitorare i rischi
Quali sono gli obiettivi della costruzione di una comunità globale incentrata sulla solidarietà e la sostenibilità?
Gli obiettivi presenti nell’Agenda 2030 sono più che mai ambiziosi e richiedono l’impegno dei Governi delle singole nazioni, delle imprese, ma anche della società civile, per riuscire ad attuare un cambiamento economico e sociale in chiave sostenibile.
Sono 17 gli obiettivi attraverso i quali è possibile rinnovare il mondo in tutta la sua complessità, e cioè:
SDG 1 – Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo
SDG 2 – Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile
SDG 3 – Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
SDG 4 – Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti
SDG 5 – Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze
SDG 6 – Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie
SDG 7 – Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni
SDG 8 – Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti
SDG 9 – Costruire un'infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
SDG 10 – Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le Nazioni
SDG 11 – Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili
SDG 12 – Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
SDG 13 – Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico
SDG 14 – Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile
SDG 15 – Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre
SDG 16 – Pace, giustizia e istituzioni forti
SDG 17 – Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile
L’impegno di ogni singolo individuo è fondamentale, ma è ancor più necessario che ogni realtà imprenditoriale e ogni organo di governo lavorino in sinergia.
Riuscire a realizzare tutti e 17 gli obiettivi significa attuare una vera e propria rivoluzione che può cambiare il destino dell’uomo e dell’ambiente.
Gruppo Sada come azienda specializzata nella produzione di imballaggi di cartone ha fatto propri i principi dell’economia circolare e sostenibile aderendo agli obiettivi del Sustainable Development Goals.