Global Goals: quali sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile?

Andrea Pastore 28/06/2021 0

“Global Compact” delle Nazioni Unite è un progetto che unisce più persone verso un unico scopo: la promozione di un’economia globale sostenibile.

La necessità di un Patto Globale che offra per la prima volta la possibilità di affrontare gli aspetti critici della globalizzazione in un’ottica di collaborazione internazionale, che diventa un’unica comunità e cerca di trovare una conciliazione tra gli interessi dei privati e quelli di popoli e dell’ambiente, è stata proposta per la prima volta nel 1999 presso il World Economic Forum di Davos dall’ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan.

Così, a partire del mese di luglio del 2000, il Global Compact ha preso vita coinvolgendo finora oltre 18.000 aziende provenienti da 160 Paesi al mondo, dando vita a una nuova realtà di collaborazione.

L’impegno presente siglato tra le aziende partecipanti e le Nazioni Unite è quello di superare i limiti della globalizzazione, trasformando quest’ultima in un processo caratterizzato da sostenibilità e cooperazione.

Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite per il 2030: i vantaggi per le aziende per un futuro sostenibile

Lo sviluppo economico non si ferma. È necessario, tuttavia, cambiare l’approccio al mondo del lavoro. A questa responsabilità sono chiamate a dare un contributo le piccole e le grandi aziende, che hanno il compito di investire in innovazione con lo sviluppo di partnership.

Tutto questo deve essere fatto attraverso la ricerca dello sviluppo di soluzioni sostenibili a 360°. I vantaggi che deriverebbero da un cambio di approccio sono molteplici, tra cui:

  • Identificare nuove opportunità di business
  • Potenziare i rapporti con gli stakeholder
  • Stabilizzare i mercati, grazie alla promozione di sistemi finanziari trasparenti e non corrotti
  • Identificare, gestire e monitorare i rischi

Quali sono gli obiettivi della costruzione di una comunità globale incentrata sulla solidarietà e la sostenibilità?

Gli obiettivi presenti nell’Agenda 2030 sono più che mai ambiziosi e richiedono l’impegno dei Governi delle singole nazioni, delle imprese, ma anche della società civile, per riuscire ad attuare un cambiamento economico e sociale in chiave sostenibile.

Sono 17 gli obiettivi attraverso i quali è possibile rinnovare il mondo in tutta la sua complessità, e cioè:

SDG 1 – Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

SDG 2 – Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

SDG 3 – Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

SDG 4 – Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

SDG 5 – Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

SDG 6 – Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie

SDG 7 – Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

SDG 8 – Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

SDG 9 – Costruire un'infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

SDG 10 – Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le Nazioni

SDG 11 – Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

SDG 12 – Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

SDG 13 – Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico

SDG 14 – Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile

SDG 15 – Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

SDG 16 – Pace, giustizia e istituzioni forti

SDG 17 – Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

L’impegno di ogni singolo individuo è fondamentale, ma è ancor più necessario che ogni realtà imprenditoriale e ogni organo di governo lavorino in sinergia. 

Riuscire a realizzare tutti e 17 gli obiettivi significa attuare una vera e propria rivoluzione che può cambiare il destino dell’uomo e dell’ambiente. 

Gruppo Sada come azienda specializzata nella produzione di imballaggi di cartone ha fatto propri i principi dell’economia circolare e sostenibile aderendo agli obiettivi del Sustainable Development Goals.

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L’etichetta ambientale obbligatoria nel packaging
Dal 1 gennaio 2023, dopo mille rinvii, entrerà in vigore una nuova normativa relativa all'obbligo di etichettatura ambientale di tutti gli imballaggi, ovvero sarà necessario indicare sull'imballo un identificativo che specifichi i materiali con cui esso è stato prodotto e quale è la corretta gestione di fine vita e smaltimento dello stesso, per il consumatore finale. Riferimento di legge  Ogni imballaggio dovrà quindi essere munito della propria etichetta che avrà la funzione di indicare al consumatore in maniera intuitiva e anche visuale la natura del materiale dell'imballo e, al contempo, di facilitarne l'utilizzo, la raccolta o lo smaltimento e il suo eventuale riciclo. L'apposizione di tale etichetta sarà obbligatoria su tutto il territorio nazionale e andrà applicata su tutte le parti separabili manualmente (ad esempio coperchio e vasetto).  Potrà essere presente un codice alfanumerico e l'indicazione sul tipo di materiale, se l'imballo potrà essere smaltito attraverso la raccolta differenziata o indifferenziata e, nel primo caso, anche la precisazione su come smaltire l'imballo stesso (umido, carta, plastica, ferro e metalli, ecc.)   Per quale ragione è stata introdotta l'etichetta ambientale?  Negli ultimi vent'anni gli imballaggi dei prodotti di consumo sono aumentati in modo esponenziale e sconsiderato, basti vedere come al supermercato siano disposte in bella mostra file di confezioni che contengono frutta e verdura già pesate e porzionate, che non avrebbero necessità di essere imballate se non per velocizzarne il processo d'acquisto. La vita frenetica che ci troviamo a condurre quotidianamente ci richiede di ottimizzare al massimo il nostro tempo e dunque anche trovare un prodotto già pronto per finire nel nostro carrello, può rappresentare un risparmio in questi termini.  La conseguenza diretta del ripetersi di tali atteggiamenti comporta il fatto che il consumatore si ritrovi a dover smaltire moltissimi imballaggi, a volte di plastica, polistirolo, cartone... Un'errata informazione e conoscenza del tipo di differenziazione da attuare, può portare il soggetto a non differenziare o a differenziare in maniera errata. Tutto ciò a scapito dell'ambiente, dove spesso i contenitori si riversano senza trovare una giusta destinazione. Ovviamente le conseguenze di tale scempio sono ormai note e ne sono esempio l'attenzione degli ambientalisti, dei consumatori stessi, ma anche e soprattutto delle imprese produttrici di materiale d'imballaggio.  Infatti, le aziende produttrici sono da anni orientate verso la ricerca di nuovi materiali e scelgono il loro packaging design per garantire una maggior sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Si auspica di trovare una soluzione giusta e condivisa del problema.   L'etichetta ambientale verrà a breve introdotta per far fronte a questa problematica e cercherà di risolvere tutti i dubbi sul packaging. Ci si augura che la maggior facilità nel capire come differenziare, possa portare il consumatore a mettere in pratica uno smaltimento più consapevole e corretto. È pur vero che gli imballaggi, una volta utilizzati, creano rifiuti e di conseguenza, la possibilità di smaltire gli stessi con semplicità avvalorerà, agli occhi del cliente, la buona immagine dell'azienda che ha scelto di rispettare l'ambiente.   Packaging ecosostenibile, perché? Il 77% dei consumatori a livello mondiale afferma che la sostenibilità sia importante e il 54% di essi ammette di preferire un acquisto sostenibile ove possibile. FONTE DATI Affidarsi ad un'impresa che investe nella ricerca dei materiali per il confezionamento dei propri prodotti, che sia sensibile ad un'economia circolare, dove anche lo scarto di produzione può essere immesso nuovamente nei processi produttivi sotto nuova forma, può essere una scelta che ripaga sotto molti aspetti.  Un involucro che rispetti l'ambiente ha spesso una maggiore visibilità e un apprezzamento superiore, per questo sempre più aziende scelgono di confezionare i propri prodotti con nuovi materiali più eco sostenibili. Le scatole in cartone, ad esempio, possono essere realizzate in materiale già riciclato ma non per questo sono più fragili. 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Le azioni di eco-design che possono essere attuate agendo sul packaging allo scopo di ridurne l’impatto ambientale durante il ciclo di vita sono svariate:  - concepire un imballo che possa essere riutilizzato più volte,  - etichettare il packaging al fine di facilitare le operazioni di riciclo e/o riuso (separazione dei diversi componenti, ad esempio tappo in plastica e bottiglia in vetro),  - ottimizzare il consumo di materie prime innovando e creando design studiati ad hoc per la performance richiesta dall’utilizzatore,  - sostituire in parte o del tutto la materia prima vergine con materia già riciclata quando più conveniente e praticabile,  - ottimizzare i processi di produzione e quelli logistici, al fine di ridurre i consumi energetici e ridurre gli scarti,  -snellire il processo produttivo e d’imballaggio.  Lo scopo dell’etichetta ambientale è quello di unire tutti i soggetti nell’intento di sostenere l’ambiente che ci circonda, da chi estrae le materie prime a chi produce imballi, alla scelta finale del consumatore...  Concepire imballi ecosostenibili è una scelta, come abbiamo detto, necessaria e portarla a conoscenza di chi li utilizza rende tutti più consapevoli e responsabili del futuro. 
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