Diabete: una malattia sociale che si può prevenire

Andrea Pastore 13/05/2015 0

L’azienda Antonio Sada & figli ha creato il progetto Social Welfare Program.

Tale progetto risponde ai valori della sua mission e applica il Sistema di Gestione Integrato Qualità, Ambiente e Responsabilità Sociale implementato in azienda. I valori a cui si ispira l’azienda sono i seguenti: qualità e miglioramento continuo, valorizzazione del capitale umano, rispetto e tutela dell’ambiente, centralità del cliente e dell’impresa come soggetto economico creatore di valore sociale.

 

Questo programma è stato creato per tutti i dipendenti e le loro famiglie, per il territorio e la comunità e per tutti gli stakeholder che gravitano attorno all’attività d’impresa. Lo scopo è quello di migliorare la qualità della vita approfondendo le tematiche della Formazione, della Salute e del Benessere.

 

Sabato 16 maggio 2015 alle ore 10:00 l’azienda insieme al Centro Medico Orio ha organizzato una 1° giornata di prevenzione che si terrà presso la sala conferenze di Via Pacinotti presso la sua sede, sulla tematica del diabete: una malattia sociale che si può prevenire.

 

Vi aspettiamo numerosi! Non mancate!

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Andrea Pastore 28/07/2021

Etichetta degli alimenti: è scontro tra Italia e Unione Europea

Quali sono i criteri corretti quando si classificano gli alimenti? Questa domanda non è scontata, soprattutto se si guarda allo scontro aperto tra Italia e UE che riguarda proprio il progetto di etichetta nutrizionale degli alimenti.

Al centro della discussione c’è il Nutriscore, l’etichetta nutrizionale made in France che viene adottata da vari Paesi europei, con lo scopo di aumentare la consapevolezza del consumatore riguardo i cibi consumati.

Che cosa è il Nutriscore?

Quando compriamo un prodotto e leggiamo l’etichetta troviamo indicati valori nutrizionali, calorie per quantità di prodotto e il fabbisogno giornaliero. lnoltre troviamo gli ingredienti e, in alcuni casi, la segnalazione sulla provenienza delle materie prime.

Il Nutriscore è un sistema di etichettatura che riguarda i prodotti alimentari, ed è pensato per semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali di un qualsiasi alimento confezionato.

Come funziona il Nutriscore?

Il Nutriscore prevede l’utilizzo di due scale di valore: una cromatica - dal verde al rosso - e l’altra divisa secondo le prime 5 lettere dell’alfabeto, dalla A alla E.

In base a questi elementi si calcola un punteggio derivato dalla valutazione di sette parametri.

Nel dettaglio, un alto contenuto di frutta e verdura, fibre e proteine fa in modo che il prodotto abbia un punteggio più alto. I punteggi più bassi sono riservati ai prodotti alimentari con alto contenuto di energia, zucchero, acidi grassi saturi e sodio.

Quali sono i limiti del Nutriscore secondo l’Italia?

Perché questo sistema non piace all’Italia? In realtà, i nostri esponenti al Parlamento Europeo sono contrari a questo sistema di etichettatura perché, pur segnalando le qualità intrinseche del prodotto, non tiene conto del fabbisogno quotidiano. 

Ciò comporterebbe seri danni per quei prodotti, come ad esempio il Parmigiano Reggiano, che rischierebbero di essere posti su un ranking inferiore rispetto a un barattolo di pasta al sugo confezionata.

Questo sistema creerebbe nel consumatore un’associazione mentale pericolosa, secondo la quale i prodotti contrassegnati come rossi non sono sani, mentre quelli indicati con il verde sono assolutamente salutari.

Qual è la soluzione italiana al problema?

L’Italia appoggia, per l’etichettatura degli alimenti, il sistema Nutrinform Battery. Quest’ultimo è un sistema pensato per dare delle informazioni vere al cittadino, basate cioè sul fabbisogno quotidiano della sostanza e mettendo al bando le demonizzazioni sui singoli elementi nutrizionali.

Se il Nutriscore è appoggiato da diverse catene di distribuzione e multinazionali del settore Food, l’Italia è appoggiata dall’industria alimentare in toto. Il comparto è unito proprio perché un sistema di etichettatura che allarma, ma non educa o non informa, non può rappresentare una via corretta di approccio al problema.

I valori nutrizionali in base al fabbisogno quotidiano sono l’unico parametro da tener presente, oltre al fatto di sensibilizzare il consumatore sul corretto stile di vita alimentare e sulle diete da seguire.

Il Nutriscore, per come è strutturato, potrebbe invece compromettere anche dei capisaldi come la dieta mediterranea, che da secoli rappresenta il sistema alimentare riconosciuto tra quelli più equilibrati.

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Andrea Pastore 28/01/2019

SAVE THE DATE...
Martedì 19 febbraio, h 10,30Sala Convegni Confindustria Salerno Report integrato di Sostenibilità e rendicontazione non finanziariaPresentazione del primo Bilancio di Sostenibilità di Antonio Sada & Figli Spa In Italia, il DL 254/2016 ha reso obbligatoria la redazione del bilancio di sostenibilità per le aziende con più di 500 dipendenti e stato patrimoniale e ricavi netti delle vendite superiori, rispettivamente a 20 e 40 milioni di euro. Al di là dell’obbligo, centinaia di organizzazioni redigono il documento su base volontaria, anche nel nostro territorio, quale l’industria produttrice di imballaggi in cartone ondulato A.Sada & Figli Spa di cui presentiamo il primo bilancio di sostenibilità, elaborato in collaborazione con Greener Italia, società di consulenza per lo sviluppo sostenibile. Scopo del convegno è quello di illustrare, attraverso un esempio concreto, le modalità di redazione ed i vantaggi legati al Bilancio di Sostenibilità e la sua integrazione con gli obiettivi, le richieste ed i progetti dei principali stakeholder. Il modo di fare impresa sta cambiando: la volontà di tendere ad un modello di sviluppo sostenibile delle attività economiche rende necessario far convergere gli interessi aziendali, la salvaguardia del pianeta ed i bisogni delle persone. Essere competitivi oggi significa legare i risultati economici anche a ricadute positive per la comunità in cui si opera, non solo attraverso l’innovazione di prodotti e servizi ma anche, ad esempio, la ridefinizione della propria catena del valore. ESG (Environmental, Social, Governance) è l’acronimo chiave della nuova economia globale: rappresenta i tre criteri fondamentali per la valutazione della performance di sostenibilità di una azienda e del suo impatto socio-ambientale. Diventa quindi fondamentale comunicare e quantificare l’impegno non solo economico, bensì esplicito e concreto che l’azienda promuove per interagire con il suo tessuto sociale ed il suo mercato al fine di trovare soluzioni sempre più sostenibili: i normali documenti di rendicontazione (Stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario, non sono più sufficienti per spiegare tutte le interazioni aziendali ma vanno integrati con nuovi e diversi strumenti come il Bilancio di Sostenibilità.Elaborato secondo precise linee guida internazionali (GRI Standards) il Bilancio di Sostenibilità affianca il bilancio aziendale integrandolo con  tutti quegli aspetti che caratterizzano l’identità ed i valori propri di ogni organizzazione: mission, processi, mercati,  gestione  e composizione  del personale, scelta dei fornitori, politiche anti-corruzione,  rapporti con la comunità, oltre ai progetti  di sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell'impresa con indicazione dei risultati ottenuti e delle aree di miglioramento. Consumatori e clienti vogliono acquistare, oltre che un ottimo prodotto al giusto prezzo, un insieme di valori nei quali si possano riconoscere coerentemente con le loro scelte ed obiettivi di sostenibilità. In breve ricercano anche integrità e trasparenza del produttore: il Bilancio di Sostenibilità diventa quindi lo strumento principale per comunicare e valorizzare gli asset intangibili. Il tema della sostenibilità suscita sempre più interesse anche in ambito finanziario, sia tra i risparmiatori retail, sia tra gli investitori istituzionali. L’importanza di queste ricerche consiste nel contribuire ad alimentare un circolo virtuoso tra settore finanziario ed economia reale: se un numero crescente di investitori integra i criteri ESG nell’analisi dei titoli, anche le aziende saranno incentivate a tenere in considerazione questi temi nella gestione delle proprie attività. Tali dinamiche sono cruciali per attivare una vera e propria collaborazione tra finanza e imprese in favore dello sviluppo sostenibile. Per info e contatti: massimolombardi@greeneritalia.it
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Andrea Pastore 24/07/2019

Gruppo Sada spiega ai ragazzi della Masterclass Eco del Giffoni Film Festival che fare impresa sostenibile in questo territorio è possibile.
Dal 19 al 27 luglio alla 49esima edizione del Giffoni Film Festival, oltre 90 ragazzi tra i 16 e i 34 anni partecipano alla Masterclass Eco: una piattaforma di sensibilizzazione, formazione e informazione delle presenti generazioni sulla tematica ambientale. I ragazzi hanno la possibilità di incontrare e conoscere addetti ai lavori, esperti della green economy, testimonial d’eccezione del mondo green, case history di aziende o enti particolarmente impegnati nello sviluppo e diffusione di buone pratiche. Il Gruppo Sada il 22 luglio presso la Sala Verde della Multimedial Valley del Giffoni Film Festival, insieme a COMIECO, è stato testimonial di buone pratiche aziendali del territorio, in ottica di sostenibilità e riciclo. Ha spiegato ai ragazzi che cosa è il packaging, a cosa serve, come è fatto e quanto è importante la risorsa carta. Presenta la Masterclass Eco lo scrittore e giornalista Luca Pagliari, autore e conduttore di servizi e programmi su reti Rai e La7, da anni particolarmente sensibile alle tematiche green e al ciclo virtuoso dei rifiuti. Il programma delle attività si articola in tre distinti momenti: Informazione, Formazione e Sensibilizzazione.
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