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Andrea Pastore 30/04/2022

Si ritorna in fiera: ecco cosa è emerso dagli eventi Il Marca Vinitaly e IPack-Ima

Riprendono finalmente -e con enorme successo e partecipazione- le fiere in Italia. Segno che da parte delle aziende c’è tanta volontà e necessità di ripartire con entusiasmo e dedizione, ma anche un notevole interesse a trovare soluzioni innovative e sostenibili per un mercato sempre più attento alle esigenze dei consumatori e dell’ambiente

Tra i principali eventi, che vedono coinvolti il settore del packaging e degli imballaggi, citiamo Il Marca e Vinitaly, conclusosi lo scorso aprile, e I Pack-Ima che si terrà il prossimo 3-6 maggio.

Il Marca

MarcabyBolognaFiere, organizzata in collaborazione con ADM, associazione della distribuzione moderna, è l’unica manifestazione italiana esclusivamente dedicata alla marca commerciale, dove oltre 900 aziende espongono i prodotti dell’eccellenza italiana a Marca del Distributore. Il Marca si suddivide in 4 sezioni principali: FOOD, NON-FOOD, MARCA TECH (PACKAGING) e MARCA FRESH. Si conferma la piattaforma espositiva di riferimento per i protagonisti della PL food, non food e, con logica di filiera, per gli operatori di due settori fortemente correlati: quello dei prodotti freschi e quello riferito al settore dei beni intermedi per la supply chain MDD (Packaging, Logistica, Materie Prime, Ingredienti, Tecnologia e Servizi).

La Marca del Distributore ricopre il 7,7% del fatturato dell’industria alimentare e sostiene più di 1.500 aziende che forniscono i prodotti per i marchi della Distribuzione Moderna. 

Nel 2021 l’acquisto di prodotti MDD ha permesso agli italiani di risparmiare 2,1 miliardi di euro, circa 100 euro per famiglia. La convenienza e la qualità di questi prodotti sono inoltre sempre più stimate dai consumatori e rappresentano un importante motivo di risparmio nell’attuale contesto, caratterizzato dai rincari delle materie prime, dell’energia e della logistica e dalle conseguenze della guerra in Ucraina. 

VINITALY 

Record di presenze di buyer stranieri al Vinitaly 2022, la manifestazione d’eccellenza del vino italiano, finalmente tornata in presenza dopo due anni di stop causa pandemia. Se da una parte si è registrato un calo del pubblico di circa il 20%, d’altra parte è cresciuto il numero degli acquirenti professionali, soprattutto stranieri. La fiera è stata dunque presenziata da un alto numero di buyer provenienti da Usa e Canada, in primo luogo, ma anche dalla Germania, Regno Unito, Svizzera e dal Nord Europa. Presenze che spesso si traducono in rapidi acquisti, segno che l’amore per il vino italiano continua ad essere forte anche al di fuori dei nostri confini.

Tutto questo rappresenta un’importante testimonianza di come il 2022 possa divenire un anno di ripresa, ma restano ancora le preoccupazioni per l’attuale contesto storico, alle quali: “L’Ue dovrebbe rispondere in maniera compatta senza tornare agli egoismi che l’hanno caratterizzata negli scorsi anni”. Queste le dichiarazioni del ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli.

Evento Ipack-Ima 2022

Altro appuntamento esclusivo, simbolo di ripartenza per i settori coinvolti, IPACK-IMA, la fiera organizzata da Ipack Ima Srl, joint venture tra UCIMA (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio) e Fiera Milano, presenterà soluzioni innovative per tutta l’industria del largo consumo e beni durevoli dedicata a tutte le fasi di lavorazione della filiera produttiva. Dalla lavorazione, confezionamento, fine linea, etichettatura, materiali e design di imballaggio, automazione fino alla digitalizzazione

Si tratta di un importante evento su scala internazionale per i professionisti del mercato e un privilegiato luogo di incontro per i buyer dell’industria food e no food.

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Andrea Pastore 27/04/2022

Paper week di Comieco: innovazione e circolarità per un packaging alimentare sostenibile

“Quali sono le principali tendenze e innovazioni nel campo del packaging alimentare in Italia?”

Il tema è stato affrontato in occasione del convegno “Le sfide del packaging alimentare tra riciclabilità e conservazione” realizzato in occasione della II Paper Week di Comieco, la settimana di eventi dedicati al mondo della raccolta differenziata e del riciclo di carta e cartone, organizzata dal Consorzio in collaborazione con Federazione Carta e Grafica, Assocarta, Assografici, Unirima e con il patrocinio del Ministero per la Transizione Ecologica e Anci. Ecco alcuni spunti e riflessioni emersi durante la campagna informativa.

L'evoluzione del packaging alimentare

Il packaging alimentare sta attraversando una fase di profonda evoluzione e innovazione, in quanto capace di rispondere positivamente alle esigenze di consumatori e aziende, sempre più attente nell’ambito della sostenibilità aziendale. Tra le tendenze dominanti spicca, in merito, l’aumento del peso degli imballaggi a base di carta e cartone nell’alimentare: circa il 50% del cartone ondulato e del cartoncino teso immesso sul mercato, è infatti destinato al settore agroalimentare.

Crescita esponenziale dell’e-commerce e delivery

Un altro trend è la rapida ascesa dell’e-commerce e del delivery, settori cresciuti in maniera esponenziale durante e dopo la prima ondata del Covid-19 e da allora mai più arrestatosi, che ha visto emergere nuove necessità e abitudini di acquisto dei consumatori, i quali hanno sempre più apprezzato le caratteristiche principali packaging, come la sua capacità di preservare l’integrità del contenuto durante tutte le fasi di trasporto. Ma non solo. Gli Italiani sono sempre più attenti alla sostenibilità, anche in ambito alimentare, i cui consumi sono orientati all’approfondimento della filiera e quindi anche del packaging. 

Con l’aumento degli imballaggi compositi nel settore alimentare, diventa quindi necessario che questi siano sempre più riciclabili e che i consumatori capiscano, in maniera semplice e diretta, dove e come differenziarli. Ecco perché si auspica, che dal prossimo Gennaio 2023, possa entrare definitivamente in vigore l’obbligo di etichettatura ecologica, che prevede per tutti gli imballaggi una codifica alfanumerica che identifica il tipo di materiale, per consentire di ottimizzare al meglio la raccolta differenziata, e raggiungere alti livelli di recupero anche per quanto riguarda il settore degli imballaggi.

Innovazione del packaging

Ed inoltre, un aspetto determinante nella prospettiva di successo della transizione verso processi di produzione e distribuzione più ecosostenibili nel settore agroalimentare, è determinata dall’innovazione tecnologica applicata al packaging. E sul fronte degli imballaggi, carta e cartone giocano un ruolo primario, così come all’interno della filiera di riciclo.

L'imballaggio in carta rappresenta, come ben sappiamo, una preziosa alternativa alla plastica. Ma, “quanto siamo disposti a ridurre la shelf life dei prodotti per migliorare la sostenibilità di quel prodotto e di quel packaging?” In tal merito, è fondamentale che l’innovazione accorra in nostro aiuto, per permettere di avvicinare queste due dimensioni, fondamentali per favorire uno sviluppo sostenibile dell’imballaggio alimentare. Queste le riflessioni poste sul tema da Silvio Barbero, Vice-Presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, durante il convegno. 

Visita la nostra sezione dedicata alla RICERCA & SVILUPPO.

È vero che la carta ha sette vite come i gatti?

Sì. A confermarlo le parole di Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco. Carta e cartone permettono agli imballaggi di avere sette vite, ovvero tante quante sono le possibilità di riciclo della fibra cellulosica. In termini di prestazioni ambientali, questo equivale a un risparmio di emissione di circa 3,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno, equivalente a una settimana di blocco totale del traffico veicolare nel nostro Paese.

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Andrea Pastore 28/03/2022

La Certificazione EPD: cos’è e quali sono i requisiti per ottenerla

La Certificazione EPD (Environmental Product Declaration, ovvero Dichiarazione Ambientale di Prodotto) è un documento che descrive le prestazioni ambientali legate al Ciclo di Vita dei prodotti o servizi, in accordo con lo Standard Internazionale ISO 14025

Il Sistema EPD International è il programma di riferimento per le dichiarazioni ambientali delle imprese italiane, in accordo con le normative vigenti  ISO 14025 e EN 15804.

Quali sono i requisiti per ottenere la certificazione EPD?

requisiti necessari, ovvero:

  • Bilancio energetico e ambientale, che si ottiene mediante l’analisi LCA (Life Cycle Assesment);
  • Sistema gestionale utile per la verifica delle prestazioni ambientali;
  • Valutazione da parte di un ente terzo accreditato. È importante infatti sottolineare che la pubblicazione avviene solo dopo le verifiche da parte di Organismi di certificazione accreditati, che utilizzano metodi di valutazione uniformi.


Scopo principale di una EPD è fornire informazioni sull’impatto ambientale del proprio prodotto o servizio che siano:

  • oggettive, in quanto rilevate da analisi basate su metodo scientifico,
  • confrontabili, perché agevolano il confronto tra servizi e/o prodotti equivalenti, 
  • credibili, poiché realizzate nel rispetto di norme ISO.

EPD e Life Cycle Assessment (LCA)

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto è una certificazione volontaria che, come accennato, necessita di una precedente analisi, la LCA che ha lo scopo di definire in termini quantitativi il consumo di materie prime e l’impatto ambientale all’interno del Ciclo di Vita di un prodotto o servizio.

L’analisi che descrive l’impatto ambientale legato alla produzione prende in riferimento diversi fattori, quali: 

  • Consumo energetico e di materie prime; 
  • Produzione di rifiuti;
  • Emissioni di CO2; 
  • Quantità di risorse idriche utili alla produzione. 

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EPD: tutti i vantaggi

I vantaggi della DAP (Dichiarazione Ambientali di Prodotto) sono indissolubilmente legati sia ai produttori che ai consumatori: i primi possono dimostrare in maniera scientifica e quindi oggettiva, di essere attenti e sensibili alle tematiche relative alla sostenibilità ambientale; i secondi possono invece conseguire informazioni chiare e trasparenti sul prodotto o il servizio stesso.

Tra gli altri benefici di una EPD, è importante ricordare che:

  • Si tratta di una certificazione riconosciuta a livello internazionale;
  • È applicabile a tutte le tipologie di prodotto o servizio, a prescindere dal loro posizionamento nella filiera produttiva;
  • Fornisce informazioni accurate, in quanto scaturite da analisi oggettive, credibili e confrontabili con altri prodotti e/o servizi del settore;
  • Comunica in maniera trasparente le prestazioni ambientali del proprio prodotto/servizio;
  • Migliora l'immagine e la reputazione aziendale, in quanto testimone dell’adozione e applicazione corretta di politiche di sostenibilità.

Gli stabilimenti Sabox, Antonio Sada & figli e Sada Packaging hanno intrapreso uno studio LCA (Life Cycle Assessment) e i primi due, hanno ottenuto il rilascio dell’EPD® (Environmental Product Declaration).

Scopri tutte le CERTIFICAZIONI ottenute dal Gruppo SADA, da sempre in prima linea nell’adozione di tecnologie innovative per la produzione di packaging riciclabili e sostenibili in cartone ondulato, studiate al fine di ridurre al massimo l’impatto dell’attività e limitare il numero di emissioni.

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Andrea Pastore 10/03/2022

Contributo ambientale CONAI: le novità per il 2022

Dal 1°gennaio 2022 sono entrare in vigore tutte le variazioni relative al contributo ambientale deliberate dal Consiglio di amministrazione CONAI, che vede un’ulteriore riduzione del CAC per gli imballaggi in carta e cartone e per quasi tutti quelli in plastica. 

Tale riduzione, da aggiungere a quelle già stabilite nel 2021, sono essenzialmente legate alle quotazioni delle materie prime di imballaggio che continuano ad essere sempre molto alte.  

Riduzione contributo ambientale per gli imballaggi in carta e cartone 

Il valore del CAC per questa tipologia di imballaggi passa da €25/tonnellata a €10/tonnellata

Se si pensa che solo a inizio del 2021 il valore era di €55/tonnellata, la riduzione complessiva ammonta oltre l’80%.  

Si precisa però, che la diminuzione del contributo ambientale non andrà ad incidere sulla raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone. COMIECO continuerà infatti a garantire l’avvio delle operazioni di riciclo per circa 2,5 milioni di tonnellate, che ha consentito di raggiungere l’87% di riciclo degli imballaggi a base cellulosica, con ben 10 anni di anticipo rispetto agli obiettivi europei. 

Restano invece invariati i valori degli extra CAC applicabili agli: 

  •  Imballaggi poliaccoppiati a base carta, adatti al contenimento di liquidi, cui valori ammontano a 30 €/tonnellata; 
  • Imballaggi di tipo C (costituiti da componente cellulosica pari o superiore o al 60% e minore all’80%), cui valori corrispondono a 120 €/tonnellata 
  • Imballaggi di tipo D (con componente cellulosica minore al 60% o non esplicitata), cui valori complessivi corrispondono a 250 €/tonnellata. 

Riduzione del CAC per gli imballaggi in plastica 

Il CAC ha visto una riduzione per quasi tutti i packaging in materiali plastici. 

Nel dettaglio, il contributo per gli imballaggi in plastica appartenenti alla: 

  • Fascia A1 (imballaggi rigidi e flessibili caratterizzata da una filiera industriale di selezione e riciclo efficiente e consolidata, gestiti prevalentemente in circuiti commercio e industria) si riduce da 150 a 104 €/tonnellata
  • Fascia B1 (imballaggi caratterizzati da una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, soprattutto da circuito domestico) si riduce da 208 a 149 €/tonnellata
  • Fascia B2 (altri imballaggi selezionabili/riciclabili da circuito domestico e/o commercio e industria) passa da 560 a 520 €/tonnellata
  • Fascia C (imballaggi con attività sperimentali di selezione/riciclo in corso o non selezionabili/riciclabili dalle attuali tecnologie) da 660 a 642 €/tonnellata

Fino al 30 giugno 2022 il contributo per gli imballaggi appartenenti alla fascia A2 (imballaggi flessibili con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, in prevalenza da circuito commercio e industria, ma presente in maniera significativa in raccolta differenziata urbana) resterà invariato, pari a 150 €/tonnellata. A partire dal 1° luglio 2022, in concomitanza con i maggiori costi di avvio a riciclo, il valore del CAC aumenterà a 168 €/tonnellata

Procedure semplificate per l’import 

Tali riduzioni hanno avuto anche effetti sulle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni. 

Le aliquote da applicare sul valore complessivo delle importazioni si riduce da 0,20 a 0,17% per i prodotti alimentari imballati e da 0,10 a 0,08% per i prodotti non alimentari imballati

Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi (tara) delle merci importate scende da 101 a 90 €/tonnellata

Per approfondire l’argomento, puoi consultare la Guida al Contributo Ambientale CONAI 2022

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Andrea Pastore 28/02/2022 0

Impresa Storica d’Italia e Marchio Storico italiano di interesse nazionale. Antonio Sada & figli, una storia che dura da oltre 100 anni.

Antonio Sada & figli ha ottenuto il riconoscimento marchio “Impresa Storica d’Italia” e l’iscrizione nel Registro Nazionale delle Imprese Storiche grazie alla Camera di Commercio di Salerno in collaborazione con Unioncamere. Il riconoscimento va a tutte quelle imprese di qualsiasi settore merceologico che hanno avuto un esercizio ininterrotto dell’attività per un periodo non inferiore a 100 anni documentato con foto dell’epoca, riproduzioni di documenti storici, documenti contabili, lettere commerciali… Ciò allo scopo di incoraggiare e premiare quelle imprese che nel tempo hanno trasmesso alle generazioni successive un patrimonio di esperienze e valori imprenditoriali.  Purtroppo, a causa di alcuni eventi accaduti a partire dagli anni ‘30 quali il trasferimento dell’attività e della famiglia da Molina di Vietri S. M. a Pontecagnano, l’incendio del 1938, l’occupazione della falegnameria da parte degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, i documenti più antichi, ante 1900, sono andati distrutti. Tuttavia, con l’aiuto del giornalista salernitano Andrea Pellegrino è stato recuperato un documento conservato a Vietri sul Mare risalente al Censimento degli opifici e delle imprese industriali del 1911. Da questo documento si evince che “A via Fiume Antonio Sada aveva una segheria con 4 lavoranti occupati”. Grazie a questa prova preziosa Antonio Sada & figli spa ha potuto documentare oltre 110 anni di storia. L’azienda ha ricevuto altresì il “Marchio Storico” del Ministero dello Sviluppo Economico finalizzato a tutelare la proprietà industriale delle aziende storiche italiane tramite la promozione delle società nazionali che operano nella penisola da oltre mezzo secolo. Grazie alla perseveranza e alla professionalità dell’Avvocato Giustino Sisto dello Studio Legale Sisto, l’azienda ha potuto documentare almeno 50 anni di attività continuativa in cui ha utilizzato sugli atti ufficiali «l’albero» ed il nome «Antonio Sada & figli spa» con il relativo font.  L’idea dell’albero nasce nel 1947 quando l'azienda, che tra l’altro si occupava di industria boschiva, usava marchiare le traversine in legno dei binari delle Ferrovie dello Stato con quel punzone. L'albero rappresenta l'attività di origine, il legno e la segheria. ISP sta per Industria Sada Pontecagnano. Il font è ripreso da quello usato negli anni '40.   Il Gruppo Sada è un gruppo industriale specializzato nella produzione di packaging in materiale cellulosico primario e secondario, costituito da sei aziende distribuite sul territorio nazionale ed altresì collegato a livello italiano ed europeo con importanti realtà industriali del settore, tramite joint venture e accordi commerciali. Ad oggi il Gruppo fattura oltre 130 milioni di euro ed occupa 549 dipendenti. L’attività produttiva di Antonio Sada & figli, oggetto del riconoscimento perché è l’azienda più longeva del Gruppo, si svolge in tre stabilimenti, siti nel comune di Pontecagnano Faiano (SA). Fino al 1960 l’attività consisteva nella produzione di mobili, infissi ed imballaggi in legno. “In tempi in cui fare impresa richiede una particolare propensione al cambiamento ed innovazione, questi due riconoscimenti acquistano un significato particolare – sottolinea Antonio Sada, Presidente del Gruppo Sada – perché ci ricordano le radici ed i valori su cui abbiamo fondato il nostro intraprendere. La storia centenaria della nostra azienda testimonia non solo la forza dei valori imprenditoriali e della cultura d’impresa ma soprattutto del legame con il territorio. Negli anni abbiamo diversificato la produzione, aperto nuove sedi produttive in Italia ma il nostro cuore pulsante è rimasto qui dove le generazioni si sono succedute e - in uno ai nostri lavoratori - hanno dato il proprio contributo allo sviluppo della nostra terra”.   Rassegna Stampa
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