BBP Italy: BBP and Cart-One – a Successful Cooperation

Andrea Pastore 20/10/2016 0

Almost two years have elapsed since Cart-One entered into the Blue Box Partners Alliance.

Thanks to this network and the consequent technical and trade exchanges, many more opportunities were created resulting in contacts with international groups. In fact, the latter recognise the strength and extensive presence across Europe of the BBP locations held by family-owned companies that are keen on the growth of their resources; which invest in cutting-edge technologies and innovation and are concerned for the territory.

I have handled corrugated board since I was a little girl. I remember intensely its distinctive smell that invaded our old plant and that always made me feel at home and dreaming about the future. It was love at first sight then, and continues to be for me now a wonderful profession that evolves and changes constantly. Nothing can ever be taken for granted. Ever since I joined the Research and Innovation Team, it has become even more exciting.

Then, with Cart-One and BBP it all became a great reality. Throughout the two years I have experienced the alliance as efficient and effective. It’s great to see how much the joint effort of the R&D technicians is proactive and operational. The exchange of information and the comparison allow for perfecting the packaging solutions born from shared ideas and improvement in performance. I think these are good elements to create value as well as differentiate ourselves from the competition.

It was a great pleasure for Cart-One and I to host the BBP Innovation Day for the BBP staff and technicians this year in Salerno. It was gratifying to see so many technicians from all over Europe gathered in our factories, learning about our historical culture by visiting the Etruscan Museum and Culinary. The teamwork between the BBP colleagues is very visible and successful. The cooperation makes BBP strong!

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Andrea Pastore 07/04/2017

Nasce Sada Packaging Verona
Annunciamo con orgoglio e soddisfazione che il Gruppo Sada ha messo un piede al Nord! Il Gruppo ha acquistato la cartotecnica Travagliati a Verona creando la divisione Folding Carton Sada. L’azienda Sada Packaging Verona è già operativa e darà ai clienti maggiore servizio, flessibilità e al Gruppo Sada nuove opportunità di business. Siamo pronti per questa nuova avventura!
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Andrea Pastore 28/07/2021

Etichetta degli alimenti: è scontro tra Italia e Unione Europea

Quali sono i criteri corretti quando si classificano gli alimenti? Questa domanda non è scontata, soprattutto se si guarda allo scontro aperto tra Italia e UE che riguarda proprio il progetto di etichetta nutrizionale degli alimenti.

Al centro della discussione c’è il Nutriscore, l’etichetta nutrizionale made in France che viene adottata da vari Paesi europei, con lo scopo di aumentare la consapevolezza del consumatore riguardo i cibi consumati.

Che cosa è il Nutriscore?

Quando compriamo un prodotto e leggiamo l’etichetta troviamo indicati valori nutrizionali, calorie per quantità di prodotto e il fabbisogno giornaliero. lnoltre troviamo gli ingredienti e, in alcuni casi, la segnalazione sulla provenienza delle materie prime.

Il Nutriscore è un sistema di etichettatura che riguarda i prodotti alimentari, ed è pensato per semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali di un qualsiasi alimento confezionato.

Come funziona il Nutriscore?

Il Nutriscore prevede l’utilizzo di due scale di valore: una cromatica - dal verde al rosso - e l’altra divisa secondo le prime 5 lettere dell’alfabeto, dalla A alla E.

In base a questi elementi si calcola un punteggio derivato dalla valutazione di sette parametri.

Nel dettaglio, un alto contenuto di frutta e verdura, fibre e proteine fa in modo che il prodotto abbia un punteggio più alto. I punteggi più bassi sono riservati ai prodotti alimentari con alto contenuto di energia, zucchero, acidi grassi saturi e sodio.

Quali sono i limiti del Nutriscore secondo l’Italia?

Perché questo sistema non piace all’Italia? In realtà, i nostri esponenti al Parlamento Europeo sono contrari a questo sistema di etichettatura perché, pur segnalando le qualità intrinseche del prodotto, non tiene conto del fabbisogno quotidiano. 

Ciò comporterebbe seri danni per quei prodotti, come ad esempio il Parmigiano Reggiano, che rischierebbero di essere posti su un ranking inferiore rispetto a un barattolo di pasta al sugo confezionata.

Questo sistema creerebbe nel consumatore un’associazione mentale pericolosa, secondo la quale i prodotti contrassegnati come rossi non sono sani, mentre quelli indicati con il verde sono assolutamente salutari.

Qual è la soluzione italiana al problema?

L’Italia appoggia, per l’etichettatura degli alimenti, il sistema Nutrinform Battery. Quest’ultimo è un sistema pensato per dare delle informazioni vere al cittadino, basate cioè sul fabbisogno quotidiano della sostanza e mettendo al bando le demonizzazioni sui singoli elementi nutrizionali.

Se il Nutriscore è appoggiato da diverse catene di distribuzione e multinazionali del settore Food, l’Italia è appoggiata dall’industria alimentare in toto. Il comparto è unito proprio perché un sistema di etichettatura che allarma, ma non educa o non informa, non può rappresentare una via corretta di approccio al problema.

I valori nutrizionali in base al fabbisogno quotidiano sono l’unico parametro da tener presente, oltre al fatto di sensibilizzare il consumatore sul corretto stile di vita alimentare e sulle diete da seguire.

Il Nutriscore, per come è strutturato, potrebbe invece compromettere anche dei capisaldi come la dieta mediterranea, che da secoli rappresenta il sistema alimentare riconosciuto tra quelli più equilibrati.

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Andrea Pastore 30/08/2021

Rincaro prezzi delle materie prime

La pandemia di Covid-19 ha cambiato le nostre abitudini di acquisto e le possibilità di circolazione delle persone, richiedendo a molte attività di adeguare i propri servizi alla nuova situazione per rimanere competitive sul mercato.

Con i lockdown che si sono susseguiti nel tempo, sono diverse le realtà imprenditoriali che hanno dovuto reinventarsi: basti pensare, ad esempio, al settore della ristorazione, che si è ritrovato con la sola possibilità di continuare l'attività esclusivamente tramite l’asporto e la consegna a domicilio.

Gli e-commerce, dall’altro lato, hanno avuto un incremento di richieste in un momento in cui effettuare spese non era semplice e abbiamo assistito a una corsa, da parte dei consumatori, per accaparrarsi prodotti di vario tipo, dagli alimentari alla tecnologia, il tutto sempre ai prezzi migliori.

Quali sono gli effetti della pandemia sul settore produttivo?

A lungo andare, questa situazione di emergenza sanitaria si è trasformata, come si poteva immaginare, in un’emergenza di tipo produttivo. Conseguenza di tale fenomeno è la crescita del prezzo delle materie prime, con un effetto a cascata che riguarda il costo del prodotto finale.

Un esempio lampante è costituito dalla carta da macero, passata dagli 11 euro a tons stimati a febbraio 2020 agli attuali 140 euro a tons. Anche la cellulosa pura ha registrato un sensibile rincaro.

Oltre alla maggior richiesta, nell’ambito del settore cartario, di prodotti per il packaging, soprattutto da parte del mondo farmaceutico e alimentare, si nota anche una difficoltà di reperimento delle materie prime.

Dal clima di insicurezza si è generata una corsa all’approvvigionamento che sta costringendo i fornitori di carte riciclate a diminuire la propria capacità produttiva.

Si registra, pertanto, anche un incremento anche nei costi del prodotto finito, in quanto questi fattori hanno costretto le cartiere ad aumentare i propri prezzi dal 5% al 10%. 

L’aumento dei prezzi delle materie prime non riguarda solo la carta, ma anche la plastica, il legno, il rame e, nel settore alimentare, il grano.

Perché la crisi del settore degli imballaggi interessa tutti i settori produttivi?

Al giorno d'oggi è impossibile pensare a un prodotto senza il packaging poiché quest’ultimo è parte integrante di una catena di fornitura. Gli imballaggi, infatti, sono fondamentali per diversi settori, come ad esempio quello del Food & Beverage, quello farmaceutico e per il settore industriale.

La maggior richiesta di scatole in cartone ondulato è relativa anche alla crescita degli e-commerce e il conseguente incremento delle spedizioni.

Assistiamo a un aumento della domanda di prodotti che consentano un trasporto agevole e sicuro. La grammatura della carta e la resistenza della stessa sono le caratteristiche maggiormente ricercate.

Quali sono gli effetti dei rincari sulla carta per imballaggi?

Purtroppo, le tensioni sul prezzo che riguardano la carta da macero e non solo contribuiscono ai rincari sia del costo della scatola finale che dei prodotti intermedi.

Tale rincaro si traduce poi in un aumento dei prezzi in generale, che si vanno a scaricare sul consumatore finale influenzando la competitività del prodotto stesso. Tutto questo comporta delle conseguenze anche sulla shelf life.

Non dobbiamo dimenticare che la pandemia ha anche diminuito il potere d’acquisto di molte persone, per cui una sequenza di rincari potrebbe rendere un prodotto meno appetibile e limitare o annullare il suo acquisto, soprattutto se si tratta di un bene non di primaria necessità.

È necessario intervenire affinché il settore cartario mantenga una produzione sostenibile che possa essere competitiva. Questa è la sfida che riguarda il mercato italiano, perché possa mantenere alto il livello di qualità e costi accessibili. 

La speranza è che proprio i mesi di vacanza facciano da volano per la ripresa dei consumi, in maniera tale da rendere maggiormente disponibile la carta da riciclare e da mitigare i prezzi della carta da macero.

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