GRUPPO SADA, PENSIERI E AZIONI SOSTENIBILI

Andrea Pastore 06/05/2016 0

l 13 agosto 2015 è stato il giorno dell’Overshoot Day, il giorno in cui abbiamo esaurito le risorse che avrebbero dovuto bastarci per tutto l’anno, secondo il tasso di rigenerazione naturale del pianeta.
A dirlo è il Global Footprint Network, l’organizzazione no profit che misura la domanda e l’offerta di risorse naturali e di servizi ecologici. Secondo gli studi del network green per soddisfare la domanda umana servirebbero quasi due Terra (all’incirca 1.6).

Con il passare degli anni si allarga sempre più la forbice tra il nostro consumo di risorse sul pianeta e la capacità di quest'ultimo di rigenerarle in un anno, con il risultato che la data dell’Overshoot Day ricorre sempre prima. 

Per contribuire a bloccare lo spreco di risorse, il Gruppo Sada, azienda che produce packaging, sul mercato da cinque generazioni, ha mostrato il suo impegno concentrando energie e conoscenze per
produrre packaging di qualità senza dimenticare i valori e l’attenzione per l’ambiente, per il suo territorio e la comunità. Un impegno che soddisfa le esigenze di clienti e consumatori che oggigiorno richiedono e preferiscono prodotti realizzati con un utilizzo efficiente delle risorse e con un impatto sempre minore sull’ambiente, dimostrabile attraverso informazioni chiare, attendibili e confrontabili. Gli stabilimenti di Pontecagnano e di Nocera hanno pertanto intrapreso uno studio LCA (Life Cycle Assessment) per ottenere il rilascio dell’EPD® (Environmental Product Declaration). Lo studio ha consentito di individuare l’impatto ambientale complessivo dei prodotti oggetto dello studio e la sua distribuzione lungo l’intera filiera, a partire dall’approvvigionamento delle materie prime fino allo smaltimento, passando attraverso il loro utilizzo e consumo. Oggetto di approfondimento sono state le principali composizioni di packaging in cartone ondulato prodotte nei due stabilimenti. Lo studio LCA è un passo importante per lo sviluppo delle politiche di sostenibilità del Gruppo Sada, oltre a poter fornire dati certificati sul packaging:

• permette di raccogliere in maniera completa e organica i dati relativi alla fabbricazione del prodotto;
• individua i punti deboli del processo produttivo, tenendo sotto controllo le emissioni, i consumi delle risorse e gli effetti connessi;
• valuta la prestazione ambientale, individuando il processo o l’attività che crea emissione climaalterante;
• individua le fasi sulle quali è possibile intervenire progettando possibili migliorie tecnologiche e gestionali, nell’ottica dello sviluppo sostenibile, compiendo azioni concrete per abbattere le emissioni;
• permette di ottenere un abbattimento di costi attraverso una riduzione di materie prime, energia e trasporto, progettando un prodotto che generi minor impatto ambientale.

Il sottoinsieme dei dati derivanti da LCA è il Carbon Footprint. Tale indice rileva le emissioni che hanno effetto sul fenomeno del cambiamento climatico (biosfera) la cui unità di misura è la CO? equivalente. 
Il rilascio dell’EPD® da un ente terzo riconosciuto permette di misurare gli impatti emessi e di sviluppare progetti di riduzione, di proporre ai clienti soluzioni di packaging più vantaggiose in ottica di sostenibilità, consentendo loro di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Valentina Sada

Fonte: CostoZero

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Andrea Pastore 30/04/2022

Si ritorna in fiera: ecco cosa è emerso dagli eventi Il Marca Vinitaly e IPack-Ima

Riprendono finalmente -e con enorme successo e partecipazione- le fiere in Italia. Segno che da parte delle aziende c’è tanta volontà e necessità di ripartire con entusiasmo e dedizione, ma anche un notevole interesse a trovare soluzioni innovative e sostenibili per un mercato sempre più attento alle esigenze dei consumatori e dell’ambiente

Tra i principali eventi, che vedono coinvolti il settore del packaging e degli imballaggi, citiamo Il Marca e Vinitaly, conclusosi lo scorso aprile, e I Pack-Ima che si terrà il prossimo 3-6 maggio.

Il Marca

MarcabyBolognaFiere, organizzata in collaborazione con ADM, associazione della distribuzione moderna, è l’unica manifestazione italiana esclusivamente dedicata alla marca commerciale, dove oltre 900 aziende espongono i prodotti dell’eccellenza italiana a Marca del Distributore. Il Marca si suddivide in 4 sezioni principali: FOOD, NON-FOOD, MARCA TECH (PACKAGING) e MARCA FRESH. Si conferma la piattaforma espositiva di riferimento per i protagonisti della PL food, non food e, con logica di filiera, per gli operatori di due settori fortemente correlati: quello dei prodotti freschi e quello riferito al settore dei beni intermedi per la supply chain MDD (Packaging, Logistica, Materie Prime, Ingredienti, Tecnologia e Servizi).

La Marca del Distributore ricopre il 7,7% del fatturato dell’industria alimentare e sostiene più di 1.500 aziende che forniscono i prodotti per i marchi della Distribuzione Moderna. 

Nel 2021 l’acquisto di prodotti MDD ha permesso agli italiani di risparmiare 2,1 miliardi di euro, circa 100 euro per famiglia. La convenienza e la qualità di questi prodotti sono inoltre sempre più stimate dai consumatori e rappresentano un importante motivo di risparmio nell’attuale contesto, caratterizzato dai rincari delle materie prime, dell’energia e della logistica e dalle conseguenze della guerra in Ucraina. 

VINITALY 

Record di presenze di buyer stranieri al Vinitaly 2022, la manifestazione d’eccellenza del vino italiano, finalmente tornata in presenza dopo due anni di stop causa pandemia. Se da una parte si è registrato un calo del pubblico di circa il 20%, d’altra parte è cresciuto il numero degli acquirenti professionali, soprattutto stranieri. La fiera è stata dunque presenziata da un alto numero di buyer provenienti da Usa e Canada, in primo luogo, ma anche dalla Germania, Regno Unito, Svizzera e dal Nord Europa. Presenze che spesso si traducono in rapidi acquisti, segno che l’amore per il vino italiano continua ad essere forte anche al di fuori dei nostri confini.

Tutto questo rappresenta un’importante testimonianza di come il 2022 possa divenire un anno di ripresa, ma restano ancora le preoccupazioni per l’attuale contesto storico, alle quali: “L’Ue dovrebbe rispondere in maniera compatta senza tornare agli egoismi che l’hanno caratterizzata negli scorsi anni”. Queste le dichiarazioni del ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli.

Evento Ipack-Ima 2022

Altro appuntamento esclusivo, simbolo di ripartenza per i settori coinvolti, IPACK-IMA, la fiera organizzata da Ipack Ima Srl, joint venture tra UCIMA (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio) e Fiera Milano, presenterà soluzioni innovative per tutta l’industria del largo consumo e beni durevoli dedicata a tutte le fasi di lavorazione della filiera produttiva. Dalla lavorazione, confezionamento, fine linea, etichettatura, materiali e design di imballaggio, automazione fino alla digitalizzazione

Si tratta di un importante evento su scala internazionale per i professionisti del mercato e un privilegiato luogo di incontro per i buyer dell’industria food e no food.

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Andrea Pastore 10/11/2021

Rincaro materie prime: l’avviso di Confartigianato e Confindustria

Non si arresta la curva dei rincari, che ormai tocca il 70% per la cellulosa; e mentre sono sei mesi che assistiamo ad aumenti senza pari delle materie prime (come acciaio, legno e gas), ci tocca interrogarci ancora una volta sul destino delle filiere produttive, messe a dura prova dai prezzi ormai alle stelle.

Le aziende italiane, poi, sono ulteriormente vessate dai rincari riguardanti i costi energetici, per cui occorre trovare soluzioni per non arrestare intere catene di produzione. In particolare, le aziende maggiormente in difficoltà sono micro, piccole e medie imprese, su cui si abbatte una duplice spada di Damocle rappresentata dal costo delle materie prime e dell’energia.

Dai dati che provengono da Confartigianato, emerge che l’effetto più “costoso” si evidenzia nel Nord Est del nostro Paese, dove risiedono diverse aziende e imprese anche a carattere familiare. In quest’area il rincaro delle materie prime pesa sulle micro e piccole imprese per il 3,3% del Pil. 

L’impatto ha travolto anche il Nord Ovest incidendo per il 2,8%, mentre per le micro e piccole imprese del Centro Italia l’impatto scende al 2,3%%; il minor impatto è registrato al Mezzogiorno, attestandosi sull’1,8%.

La questione dell’introvabilità delle materie prime mette a dura prova l’esistenza delle aziende, che devono rinunciare alle commesse sia per la difficoltà di reperimento delle materie prime, sia per l’impossibilità di tener fede a preventivi effettuati mesi addietro

Confartigianato ha reso noto che la percentuale delle imprese operanti nel settore delle costruzioni, che nel mese di settembre 2021 denunciano la scarsità di materiali come ostacolo alla produzione, sale al 9,5%.

Materie prime: come influiscono sulla ripresa economica

Il caro materie prime e la loro introvabilità sono un ostacolo alla ripresa. Nonostante le commesse siano in aumento, assistiamo a un rallentamento degli investimenti, ma anche dei processi di innovazione, e cala la domanda di lavoro. C’è anche chi tenta di accedere agli ammortizzatori sociali. 

Aumenta la necessità di vigilare sulle manovre speculative, pertanto sarebbe opportuna l’istituzione di meccanismi di calmierazione come nel caso del settore energetico.

Come il settore degli imballaggi sta affrontando la crisi 

La ripartenza, per quanto riguarda il settore degli imballaggi, ha portato a un aumento di richieste, ma l’avvicendarsi dei lockdown e le restrizioni avevano spinto le imprese a frenare. Così facendo, si è creato un distacco tra le richieste del mercato e l’effettiva capacità di risposta.

Attualmente pesano sul settore degli imballaggi i rincari sulla cellulosa, oltre ai costi della carta da macero e ai costi del gas, che ormai sono saliti alle stelle. Alcune cartiere stanno pensando di contrastare il momento sospendendo momentaneamente l’attività, tutto questo per evitare la produzione in sottocosto.

Il quadro degli aumenti mette veramente a dura prova la produzione: basti pensare che per la fibra lunga Nbsk ci sono stati rincari del 60%, mentre ammontano al 70% per la fibra corta eucalipto. Tali aumenti si traducono in un prezzo a tonnellata di 1.350 dollari per la fibra lunga e di 1.150 dollari per la fibra corta secondo i dati di Assocarta.

Carta e cartone da riciclare sono saliti rispettivamente del 138% e del 143%, segnando prezzi da 155 fino a 170 euro a tonnellata. Chi desidera acquistare materia prima da riciclare, quindi, la paga molto di più.

Quali sono le ragioni dei rincari per la carta e il cartone da riciclare?

L’avvento della pandemia ha cambiato le nostre abitudini di acquisto. Da un lato vi è stata una richiesta maggiore di packaging per via dell’esplosione dell’e-commerce e per la realizzazione dei packaging destinati all’asporto.

Inoltre, la maggior richiesta di contenitori sostenibili ha portato a individuare nella carta e nel cartone il maggior candidato per la sostituzione delle confezioni monouso.

Bisogna, poi, considerare che il settore cartario è tra quelli più energivori. L’aumento del costo del gas, come riportato anche da Assocarta, è in ascesa già dall’estate del 2020, e purtroppo tende a crescere senza mostrare segni di rallentamento. Ciò ha impattato in maniera significativa sul prodotto finito. Talvolta gli incrementi di prezzo sono pari al 5%, anche fino al 10%.

Per questo motivo, secondo alcune cartiere si renderà necessario il fermo della produzione, almeno fino a quando non si potrà accedere a un costo del gas maggiormente abbordabile.

Quanto impatta il costo dell’energia sul costo del packaging?

Secondo le stime riportate dal Sole 24Ore, l’energia rappresenta il 30% dei costi complessivi sostenuti e quindi, anche se il fatturato tende ad aumentare, proprio in virtù di una richiesta maggiore di carta e packaging in cartone, i margini di guadagno tendono ad assottigliarsi per via del caro energetico.

Tra i settori più colpiti c’è quello del tissue: parliamo della carta sanitaria e per uso domestico, perché questo segmento, per il tipo di produzione, ha bisogno di stringere accordi della durata di almeno sei mesi, una tempistica troppo lunga che ostacola la previsione dei prezzi finali.

Quanto le nuove normative UE sugli imballaggi influiscono sui rincari?

Come abbiamo più volte raccontato negli articoli precedenti, il packaging è al centro di una rivoluzione. La necessità di ridurre o eliminare i volumi di plastica all’interno degli imballaggi ha fatto lievitare la domanda di cartone.

A fronte di una capacità produttiva stabile si è generato un aumento della domanda di cartone che ha generato a sua volta, in questa situazione delicata, un rincaro generale:

  • Cartone lineabord con supporto ondulato → +65%
  • Carta grafica → +15-20%
  • Carta per tubi → +55%

Carta e cartone sono tra i materiali più riciclabili. Nel nostro Paese abbiamo raggiunto un buon livello di circolarità per quanto riguarda la raccolta e il riciclo della carta, dando vita a un ciclo produttivo maggiormente sostenibile.

Al momento si registra un grande quantitativo di ordini, però non si riesce a evaderli. Come abbiamo segnalato all’inizio, il boom dell’e-Commerce ha fatto prendere coscienza ai produttori della necessità di fornire tantissimi imballi. 

Come va ripensata la produzione del packaging?

La crisi del settore cartario ci chiede anche di ripensare il nostro rapporto con il packaging che ha, soprattutto per quanto riguarda il packaging primario, valore estetico, di riconoscibilità del prodotto e così via.

Al momento si cerca di rivedere il concetto di packaging, in particolare in base alla funzionalità, così da allineare la produzione e ottimizzarla solo ed esclusivamente per rispondere a delle esigenze specifiche.

Se già in passato abbiamo parlato di progettazione del packaging in termini di risparmio delle risorse e abbattimento degli sprechi, questa istanza diventa un vero e proprio diktat da assecondare.

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Andrea Pastore 21/11/2019

Destinazione Campania 26/27 Novemebre 2019
A Spazio Campania, Milano, il design diventa protagonista per la valorizzazione di territori, aziende e prodotti. Destinazione Campania diventa laboratorio creativo a servizio delle aziende. Rete Destinazione Sud ha ideato, organizzato e sta realizzando la manifestazione Destinazione Campania, presso Spazio Campania, a Milano in piazza Fontana, al fine di valorizzare e promuovere territori, aziende e prodotti. La manifestazione si svolge in 14 giornate, durante l’arco di 4 mesi: da settembre a dicembre 2019. In tale ambito si sta ora organizzando l’evento “il design per la valorizzazione dei territori”, che si terrà nei giorni 26 e 27 novembre p.v.SUDesign è la sfida che porterà alla elaborazione di inedite soluzioni di shelfready packaging per il Gruppo SADA S.p.A.; una nuova linea di produzione ceramica delle Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l. e la creazione di una innovativa linea di merchandising per Rete Destinazione Sud S.r.l. Comunicato Stampa
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