Industrial Decarbonization Pact: un passo avanti per la produzione di carta e cartone sostenibile

Andrea Pastore 31/01/2022 0

“Sostenibilità” e “decarbonizzazione” sono le due parole chiave che guideranno la rivoluzione industriale. In ogni ambito produttivo, infatti, le aziende dovranno investire in ambito di sostenibilità per ottenere risultati che possano limitare l’impatto ambientale.

Che cos'è Industrial Decarbonization Pact?

L’Industrial Decarbonization Pact è un’alleanza che vede impegnate le industrie italiane nel comune impegno di ridurre le emissioni ed essere uno dei fattori acceleranti per la transizione ecologica del Paese.

In tal senso, si sono unite nella lotta al cambiamento climatico e alla riduzione dei gas serra industrie operanti nel settore dell’acciaio, della carta, del cemento, della ceramica, della chimica, le fonderie e per finire le industrie del vetro.

Questa unione è strategica perché unisce tutte le aziende verso un comune obiettivo di sviluppo volto alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Perché l’industria deve essere il motore della transizione ecologica?

Le industrie che abbiamo precedentemente citato rivestono un pezzo importante del tessuto economico italiano. Nel dettaglio, le industrie del comparto offrono occupazione a circa 700 mila persone, grazie alle quali producono circa il 5% della ricchezza italiana.

L’attuazione di un piano di investimenti importante e mirato potrebbe aiutare a ridurre le emissioni delle loro attività del 40% sostenendo ben 150 mila posti di lavoro.

Da quanto finora detto ci accorgiamo che il settore dell’industria è cruciale per il nostro Paese, costituendo la base di diverse filiere produttive. In tal senso, è fondamentale partire da questi settori per accelerare e completare la transizione ecologica, non solo a livello nazionale ma anche in riferimento agli obiettivi europei.

L’attività di queste industrie, come è noto, può essere un veicolo di produzione di gas che influiscono sul clima. Molte industrie si stanno impegnando nel diminuire le proprie emissioni sia certificando i processi di produzione e sia intraprendendo politiche di maggior sostenibilità cercando di armonizzare gli aspetti economici, sociali e ambientali connessi con la propria attività, le comunità locali e il territorio in cui incide il business.

Bisogna tener conto che tali settori sono spesso a monte e a valle dell’intera filiera produttiva. Se prendiamo il settore della carta e degli imballaggi in cartone, questo è fondamentale sia per la movimentazione merci, sia per la realizzazione di packaging per l'eCommerce e la produzione di packaging primario per tutti i prodotti che troviamo sugli scaffali dei negozi della piccola e grande distribuzione. Allo stesso tempo, il settore della carta è anche cruciale per il recupero, il riciclo e il riutilizzo della materia prima, così da immettere sul mercato un prodotto che abbia un ciclo di vita circolare.

Creando un ciclo virtuoso che possa rendere riutilizzabili le materie prime che vengono gettate dopo l’utilizzo, si pongono le basi per uno sfruttamento delle risorse più consapevole e mirato. 

Proprio perché i settori industriali che abbiamo citato sono cruciali per l’economia e svolgono un ruolo fondamentale nell’ambito della circolarità, è necessario attuare una strategia a lungo termine che possa ridurre l’impatto ambientale dei settori più energivori, così da preservare il loro ruolo economico e sociale.

Tutto questo soprattutto in vista degli obiettivi europei, dettati dall’Agenda 2030, che richiederanno uno sforzo massiccio, che se non accompagnato da azioni di sostegno adeguate, non potrà avere impatto sulla sostenibilità dell’industria italiana.

Qual è l’ostacolo maggiore che incontra il processo di decarbonizzazione?

A questo punto è lecito chiedersi: qual è l’ostacolo principale che ostacola la decarbonizzazione? Sicuramente al primo posto troviamo una burocrazia lenta e farraginosa. Non aiutano le opposizioni da parte delle comunità locali, che spesso bloccano lo sviluppo di nuovi impianti per le energie rinnovabili. 

In tal senso è cruciale, in particolar modo per i settori più energivori, la creazione di impianti di energia rinnovabili che accelererebbero la riduzione delle emissioni di CO2, così da permettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati per il 2030.

Come abbiamo detto in precedenza, ci sono diverse cause che rallentano la transizione economica. Anzitutto troviamo le lungaggini dal punto di vista burocratico. Il percorso che autorizza un impianto rinnovabile ha una durata di 7 anni circa. I costi relativi alla realizzazione sono fra i più alti in Europa.

La lentezza è dovuta, per esempio, alle moltiplicazioni dei centri decisionali, per cui talvolta il percorso si trasforma in una lotta tra enti locali e regionali. Inoltre, i lavori possono essere arrestati dopo la loro approvazione dalle soprintendenze ai beni culturali, che agiscono in base a linee guida anacronistiche e che non sono allineate con lo sviluppo e il progredire dei bisogni sociali e ambientali.

Come la lotta al cambiamento climatico rappresenta un’occasione di crescita economica?

Il rallentamento della transizione ecologica blocca anche un’azione seria e mirata di contrasto al cambiamento climatico.

Proprio quest’ultimo potrebbe rappresentare un’occasione di crescita economica, poiché saranno sempre più richiesti profili professionali orientati alla valutazione e alla programmazione di performance industriali più sostenibili.

Sia il settore delle energie rinnovabili, sia l’industria stessa, ma anche il settore economico, avranno bisogno di profili professionali in grado di sviluppare competenze tecniche, ma anche competenze di tipo manageriale, nell’ambito della creazione di strategie che renderanno più sostenibile la produzione industriale pur preservando gli obiettivi di crescita e di sviluppo.

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Andrea Pastore 27/05/2021

Life Cycle Assessment: cos’è e perché è una scelta giusta per la tua impresa

Quando si parla di Life Cycle Assessment ci si riferisce a uno strumento utilizzato per misurare l’impatto ambientale generato da un prodotto, un’attività o un processo produttivo. 

Questo strumento è di fondamentale importanza quando bisogna ragionare sul ciclo di vita di un determinato prodotto e sull’utilizzo di risorse che questo comporta. Tra le dinamiche che rientrano in gioco figurano sicuramente quelle legate al dispendio energetico, che riguarda il consumo di energia elettrica e l’utilizzo di materie prime e acqua. 

Altro fattore preso in esame riguarda le emissioni nell’ambiente. Da ciò deriva l’impatto che l’attività produttiva comporta in termini di scarti che vengono dispersi nell’aria, nell’acqua e nel suolo.

Quando si decide di effettuare l’analisi LCA di un prodotto?

Quest’analisi è coerentemente sviluppata da tutte le aziende che vogliono identificare i processi coinvolti nel ciclo di vita di un prodotto, a partire da ogni componente fino al packaging, alla distribuzione e al fine vita. 

Ciò consente alle aziende di adattarsi alla normativa e ai regolamenti europei per l’azzeramento delle emissioni, contribuendo a rendere il proprio prodotto più sostenibile e quindi, viste le richieste del mercato, più appetibile. Ecco perché avere un prodotto certificato è un’opportunità per ogni azienda. 

Il Life Cycle Assessment permette di valutare i seguenti aspetti:

Estrazione e fornitura materie prime

Cioè da dove vengono ricavate le materie prime, se a loro volta derivano dal recupero di materiali precedentemente utilizzati e qual è l’impatto derivato dalla loro estrazione.

Produzione

La fase di produzione può essere responsabile di emissioni di CO2, oltre che del rilascio nell’ambiente di sostanze di scarto che possono disperdersi nel suolo, nell’acqua e nell’aria. Nell’ambito di una strategia di decarbonizzazione si possono rendere più sostenibili i processi di produzione attraverso l’impiego di energia proveniente da fonti rinnovabili.

Imballaggio

L’imballaggio dei prodotti deve essere concepito in maniera tale da evitare gli sprechi e anche i rifiuti. Dalle soluzioni dell’eco-design fino alla ridefinizione del packaging, tramite materiali sostenibili, l’importante è offrire un prodotto che possa essere riconoscibile e facilmente utilizzato.

Trasporto dal sito di produzione al punto vendita

Il trasporto può influenzare sicuramente il processo di sostenibilità. Anche in questo caso sono presenti diverse soluzioni e strategie di commercializzazione che tengono conto anche di questo aspetto per una gestione ottimizzata.

Utilizzo

Preoccuparsi della fase di utilizzo di un prodotto e di come l’utente potrà fruirne è un’altra dinamica che può condizionare gli aspetti legati alla sostenibilità.

Smaltimento del prodotto e del packaging

Lo smaltimento del prodotto è un aspetto delicato, soprattutto per quanto riguarda quei prodotti che vanno smontati per poi selezionare le parti di recupero. In alcuni casi è opportuno capire come organizzare una rete per il ritiro. Il packaging deve essere preferibilmente monomateriale e soprattutto riciclabile per garantire il recupero di materia prima, così da evitare la dispersione in discarica.

Come si svolge l’analisi LCA?

L’analisi del ciclo di vita di un prodotto viene espresso dalle norme ISO 14040/14044. La valutazione si svolge attraverso quattro fasi:

La prima riguarda la definizione degli obiettivi e il campo di applicazione. Attraverso questa fase si definiscono gli obiettivi dello studio e l’unità funzionale, che sarà necessaria per misurare i risultati.

La seconda fase viene detta di inventario perché sono presi in esame gli input e le emissioni che riguardando il prodotto lungo tutto il ciclo di vita.

La terza fase è quella che comporta la valutazione degli impatti. Le informazioni ricavate dalla fase precedente consentono di stilare una classifica delle diverse categorie di impatto. 

La fase finale è quella che dà accesso all’interpretazione dei risultati. Dall’interpretazione si evincono gli interventi e le raccomandazioni per la riduzione dell’impatto ambientale.

Questa tipologia di analisi è fondamentale per capire il ciclo di vita di un prodotto e i processi di produzione. L’analisi permette di comprendere quali processi possono essere migliorati e quali sprechi vanno evitati a fronte di una migliore redditività.

Sada da sempre è in prima linea nell’acquisizione di tecnologie all’avanguardia che consentono di essere sempre un passo avanti nella produzione di packaging riciclabile e sostenibile in cartone ondulato

Attraverso la produzione mira ad offrire al cliente un prodotto di alta qualità, sostenibile, ecologico e riciclabile, studiato nei minimi dettagli per rendere il packaging rispettoso dell’ambiente, riducendo al massimo l’impatto dell’attività ed impegnandosi nel limitare al massimo le emissioni.

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Andrea Pastore 26/07/2022

Gli imballi ecosostenibili per il tuo e-commerce

La società moderna ha adottato una posizione netta in favore della filosofia ecosostenibile, che sta interessando qualsiasi settore. Tra questi c’è il commercio, specialmente quello online dove il trasporto e soprattutto gli imballaggi, rappresentano elementi chiave che possono fare una differenza significativa. Per questo motivo molte grandi aziende hanno deciso di adottare una linea diversa in favore del commercio green. Anche i piccoli venditori che si occupano di e-commerce dovrebbero fare altrettanto, per portare un valore aggiunto alla loro attività. Uno dei vantaggi che se ne potrebbe trarre è la riduzione degli imballaggi monouso che vengono utilizzati in modo improprio contribuendo all’aumento dell’inquinamento ambientale. 

Si tratta insomma di una questione che non è solo ambientale ma ha anche una valenza sociale, restituendo al pubblico l’immagine di un’impresa eco-friendly, interessata ai temi caldi dell’attualità e pronta a prendere posizione. Di seguito approfondiremo meglio questo argomento, vedendo come puoi contribuire al benessere del pianeta passando al packaging ecosostenibile e, allo stesso tempo, quali vantaggi puoi trarne. 

Che cos’è il packaging ecosostenibile e come puoi utilizzarlo? 

Iniziamo con il definire cosa intendiamo quando parliamo di packaging ecosostenibile. Questo termine si riferisce a un tipo di imballaggio che non produce un impatto forte sull’ambiente: per definizione l’impatto della produzione dell’imballaggio deve rispettare dei criteri prestabiliti imposti. Questo è possibile sia grazie al tipo di materiali utilizzati, che sono generalmente completamente riciclati, alla riduzione dei passaggi tra un anello e l’altro della filiera produttiva (con il conseguente taglio delle emissioni di anidride carbonica) e all’evoluzione del concetto di utilizzo, che sta rapidamente soppiantando quello dell’usa e getta. 

In pratica, quindi, parliamo di prodotti di imballaggio che non danneggiano l’ambiente e che al contempo devono essere accessibili al grande pubblico attraverso prezzi competitivi: solo così si potrà soppiantare il packaging tradizionale. Inoltre, occorre fare attenzione a quei prodotti sedicenti green, venduti come tali che ma non lo sono realmente. Parliamo del greenwashing: per un esercente che si trova alle prime armi con il packaging ecosostenibile può non essere semplice riuscire a discriminare i vari casi e determinare l’effettiva sostenibilità di alcuni materiali. 

L’importanza di ricorrere a un packaging green 

Partiamo dal presupposto che un’attività che non fa tutto il possibile per rispettare l’ambiente, inevitabilmente lo danneggia. Ciò certamente non giova alla reputazione dell’azienda, anzi risulta controproducente. Quindi, scegliere gli imballaggi ecosostenibili comporterà anche dei vantaggi per i tuoi guadagni. Infatti, la scelta sostenibile riguarda non solo la causa ambientale, ma anche quella economica e sociale. Inoltre, ricorda che l’acquirente è generalmente preparato sull’argomento e consuma in modo consapevole, premiando le compagnie che mostrano di perseguire valori e obiettivi simili ai suoi. Se si tratta di un consumatore sensibile alla causa ambientalista, quindi, attribuirà molta importanza a quello che fai per salvaguardare l’ecosistema, incluso il packaging. Al contrario, chi ricade nell’over packaging, consumando un numero spropositato di materiale da imballaggio, o utilizzando contenitori eccessivamente grandi per spedire dei piccoli oggetti, verrà facilmente criticato per queste leggerezze e disattenzioni. 

In poche parole, possiamo quindi affermare che la scelta ecologica rappresenti più che altro una necessità per tutti, e non è più una prerogativa esclusiva dei colossi commerciali: si tratta di un passaggio che può essere effettuato anche dalle piccole imprese che cercano di crescere e non dispongono ancora di molte risorse. 

I materiali più utilizzati per gli imballaggi ecosostenibili: il cartone 

Molto spesso il cartone viene adoperato e rientra nel packaging green. Le sue caratteristiche prestazionali, il basso prezzo di produzione, la leggerezza, la capacità a essere sagomato secondo le dimensioni e le forme che si preferiscono, evitando così inutili sprechi, sono tutte caratteristiche che lo configurano come materiale elettivo. La sua struttura, prevede pareti composte da due o tre strati, con una composizione di carte che vengono scelte di volta in volta a seconda delle prestazioni fisico-meccaniche richieste. Ecco quindi perché il cartone è perfetto per le spedizioni di qualsiasi tipo di oggetto. Un contenitore completamente eco-friendly, in questo caso, sarebbe costituito interamente da materiale riciclato, in alternativa è comunque all’80% biodegradabile. Infine, se vuoi assicurarti di aver acquistato del cartone veramente ecosostenibile, potrai trovare anche degli articoli recanti una certificazione, come le sigle e FSC®, EPD®. La sigla EPD® dà garanzia sulla responsabilità del produttore perché dà una misura degli impatti ambientali legati alla produzione di una specifica quantità di prodotto o di un servizio. 

Il packaging ecosostenibile con stile 

Infine, vediamo un ultimo suggerimento che può aiutare la tua attività di e-commerce a spiccare il volo, sfruttando tutti i privilegi del packaging ecosostenibile e amico dell’ambiente. Come sai, la presentazione costituisce un elemento fondamentale nel determinare la gradevolezza finale di un prodotto e l’impatto che esso avrà sull’acquirente. I materiali di cui quotidianamente disponiamo si prestano benissimo ad avere una seconda vita: basta un pizzico di creatività e il gioco è fatto. In questo modo, ogni materiale può essere riutilizzato per ricavare qualcosa di originale che produca una sensazione piacevole al consumatore. Ecco quindi che una busta può trovare una funzione alternativa e fungere da appendiabiti. 

Questi espedienti possono sembrare irrilevanti o banali, ma in realtà rivestono un’importanza fondamentale nel catturare l’interesse degli utenti, specialmente quando si ha a che fare con un pubblico giovane che più di tutto si aspetta di trovare delle novità e ricevere stimoli nuovi. Gli esempi che si potrebbero fare sono moltissimi, quindi l’ultimo consiglio è quello di portare l’anima green della tua azienda a un livello superiore, non limitandoti semplicemente alla scelta dei migliori materiali ecosostenibili, ma spingendo sulla forza della creatività per rendere la tua brand identity ancora più riconoscibile e fare in modo che il pubblico si ricordi della tua attività. 

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Andrea Pastore 19/05/2021

Progetti closed loop supply chain per la filiera del packaging

Il mondo del packaging sostenibile ha bisogno di aziende che lavorino in network, affinché si possano ottimizzare al meglio le risorse e creare un prodotto che abbracci pienamente la filosofia dell’economia circolare.

Parliamo di un “approccio filiera” in cui l’impegno della singola azienda si armonizza con quello delle altre per ottenere una serie di scopi che rappresentano diversi tipi di vantaggi. Per la filiera della carta, in particolare, questo impegno si traduce in:

  • Raccolta degli imballaggi più efficiente
  • Raccolta del macero del cartone effettuato dall’azienda stessa o da aziende partner
  • Recupero di materia prima certificata
  • Immissione sul mercato di un prodotto di alto livello qualitativo
  • Minor ricorso a materia prima a base cellulosica vergine
  • Minor impatto sull’ambiente e sugli ecosistemi forestali

Riciclo di prossimità: la raccolta intesa come prima fase di un percorso di produzione

Con l’espressione “riciclo di prossimità” capiamo come cambia la politica di raccolta di carta e cartone. La gestione su base territoriale deve avvenire in maniera integrata e sostenibile, ed essere finalizzata al recupero del maggior quantitativo di materie prime e secondarie che sono necessarie alla produzione di packaging ed altri prodotti.

Questo procedimento mira a ridurre gli impatti ambientali, economici e sociali che conseguono al ciclo di raccolta e trasformazione.

Il macero: un altro tassello fondamentale per il recupero di carta e cartone

La gestione del macero è un altro tassello importante all’interno dei progetti closed loop supply chain, il quale consente alle aziende produttrici di rifornirsi in maniera diretta di materia prima utile per la produzione di nuova carta e cartone.

Attraverso un ciclo chiuso è possibile armonizzare tutti gli aspetti che riguardano lo sfruttamento delle risorse naturali. Ne consegue anche un impatto ambientale minore nell’ottica della gestione degli ecosistemi forestali, insieme a una produzione minore di rifiuti.

La ricerca: il cuore di uno sviluppo sostenibile

La ricerca, nel quadro di un’economia circolare, riveste un’importanza fondamentale. Nel settore della realizzazione di packaging sostenibile, la ricerca è fondamentale per concepire nuove forme, sempre più incentrate sul concetto di eco-design, ma è importante anche per capire come è possibile sviluppare nuovi materiali e favorire i processi necessari che possano consentire la sostituzione di imballaggi non riciclabili con quelli in cartone.

La ricerca consente, allo stesso tempo, di trovare nuove soluzioni attraverso progetti di sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale in termini di CO2 equivalente, ma anche l’impatto dei prodotti sull’ambiente.

La divulgazione: come mezzo per incentivare il riciclo.

La comunità civile deve essere informata dei benefici ambientali ed economici che un progetto closed loop supply chain può apportare all’intera comunità.

Il packaging può diventare il primo mezzo di informazione attraverso l’esposizione del materiale e le indicazioni di riciclo, ma anche attraverso messaggi che facciano sentire il consumatore al centro del processo così da incentivare il riciclo.

Sada aderisce alla Rete per il Packaging Sostenibile 100% Campania. 

Attraverso questa rete a forte connotazione territoriale, le aziende locali hanno la possibilità di fare network ed avviare progetti closed loop supply chain in grado di rendere più efficiente ed ecosostenibile la produzione di imballaggi in cartone e la produzione di prodotti cartotecnici.

Attraverso la partecipazione attiva a progetti closed loop supply chain, l’azienda mira alla produzione di idee e packaging innovativi, che possano fare la differenza sia dal punto di vista della qualità e sia dal punto di vista dell’impatto ambientale.

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