Converter & Cartotecnica: Cornerless® è il primo brevetto del Gruppo Sada: una soluzione di packaging semplice ma innovativa
Andrea Pastore 19/12/2016 0
Il Gruppo Sada, produttore di packaging in cartone ondulato e cartotecnica, è arrivato alla 5° generazione.
Conta oggi 5 aziende collocate a Pontecagnano, Nocera e Catania, occupa 355 dipendenti ed ha un fatturato complessivo di 95 milioni di euro.
I punti di forza che contraddistinguono il lavoro Sada sono qualità, flessibilità e servizio.
Il Gruppo punta ad andare oltre le comuni soluzioni di packaging e a guardare verso nuovi orizzonti di settore. Con questo approccio teso ad offrire ai clienti un servizio innovativo, ha creato un Dipartimento Ricerca & Sviluppo.
Il team è dotato di competenze tecniche trasversali del packaging primario e secondario, del marketing, della chimica e dell’ingegneria ed ha lo scopo di unire in un unico gruppo il know-how di tutte le aziende.
Porta la firma dell’R&D l’innovazione Cornerless®, vassoio nato dalla stretta collaborazione con la Forza Vendita e primo brevetto del Gruppo Sada.
Un vassoio che risponde ad un’esigenza di mercato con un’innovazione di packaging design: sfruttare al massimo le superfici delle cassette in cartone ondulato mantenendo le prestazioni in termini di robustezza. gopfertIn un contesto altamente concorrenziale come quello del packaging, distinguersi dalla concorrenza è sempre più difficile.
Il packaging in cartone ondulato si sta evolvendo in un packaging sempre più ottimizzato nelle forme, anche per rispondere ad esigenze di versatilità. Il Dipartimento R&D del Gruppo Sada ha colto queste richieste ed ha sviluppato un prototipo che sfrutta completamente la superficie, guadagnandone in versatilità e possibilità di utilizzo. Grazie all’originale e semplice sistema di formatura, consente di usufruire di innumerevoli vantaggi che non si trovano in tipologie di imballo simili:
- È sostenibile e competitivo perché c’è meno utilizzo di materiale rispetto ai vassoi tradizionali anche grazie alla sua struttura che consente di adoperare materie prime performanti con grammature leggere.
- È robusto ed offre prestazioni eccezionali. Grazie alla sua forma garantisce stabilità e resistenza in termini di BCT.
- È versatile e contiene più prodotti al suo interno. Potendo sfruttare tutta la superficie inclusi gli spazi degli angoli, si possono utilizzare anche vaschette dalle forme più disparate.
- Impilamento “user friendly” e grande stabilità. Il dente che si viene a creare è formato da due strati di cartone che conferiscono grande robustezza, facilità di impilamento e grande stabilità durante la movimentazione e lo stoccaggio.
- Esposizione dei prodotti e circolazione d’aria. La grande apertura consente di avere vantaggi sia dal punto di vista espositivo che di circolazione dell’aria.
- Grazie alla possibilità di contenere più pezzi, si ha più prodotto per pallet e quindi meno movimentazione in magazzino.
Il Gruppo Sada con le sue tecnologie all’avanguardia e di ultima generazione nel settore, può stampare Cornerless® fino a 7 colori. E’ anche possibile applicare speciali finiture, trattamenti barriera e vernici anti umido. Il progetto è stato gestito collaborando con costruttori di macchine assemblatrici e centri di montaggio. Grazie a queste collaborazioni, il prototipo è stato perfezionato e sono state accresciute le competenze tecniche conoscendo meglio processi ed impianti. “Questo brevetto è davvero motivo di orgoglio per noi, sia perché è il primo di un’auspicata lunga serie per il Gruppo Sada e poi perché ci ha permesso di approcciare al mercato non con guerre di prezzo ma con innovazione e design”. Ha detto Valentina Sada, R&D – Marketing Manager del Gruppo Sada in occasione del convegno “Innovazione, tecnologia esperienze a confronto. Best practices nel settore packaging” che si è tenuto il 26 ottobre al CibusTec a Parma. Al convegno era presente anche Ettore Veriani, Direttore R&D del Gruppo che ha illustrato l’attività delle aziende e l’importanza dell’innovazione.
Fonte: Converter & Cartotecnica
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Andrea Pastore 28/07/2021
Etichetta degli alimenti: è scontro tra Italia e Unione Europea
Quali sono i criteri corretti quando si classificano gli alimenti? Questa domanda non è scontata, soprattutto se si guarda allo scontro aperto tra Italia e UE che riguarda proprio il progetto di etichetta nutrizionale degli alimenti.
Al centro della discussione c’è il Nutriscore, l’etichetta nutrizionale made in France che viene adottata da vari Paesi europei, con lo scopo di aumentare la consapevolezza del consumatore riguardo i cibi consumati.
Che cosa è il Nutriscore?
Quando compriamo un prodotto e leggiamo l’etichetta troviamo indicati valori nutrizionali, calorie per quantità di prodotto e il fabbisogno giornaliero. lnoltre troviamo gli ingredienti e, in alcuni casi, la segnalazione sulla provenienza delle materie prime.
Il Nutriscore è un sistema di etichettatura che riguarda i prodotti alimentari, ed è pensato per semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali di un qualsiasi alimento confezionato.
Come funziona il Nutriscore?
Il Nutriscore prevede l’utilizzo di due scale di valore: una cromatica - dal verde al rosso - e l’altra divisa secondo le prime 5 lettere dell’alfabeto, dalla A alla E.
In base a questi elementi si calcola un punteggio derivato dalla valutazione di sette parametri.
Nel dettaglio, un alto contenuto di frutta e verdura, fibre e proteine fa in modo che il prodotto abbia un punteggio più alto. I punteggi più bassi sono riservati ai prodotti alimentari con alto contenuto di energia, zucchero, acidi grassi saturi e sodio.
Quali sono i limiti del Nutriscore secondo l’Italia?
Perché questo sistema non piace all’Italia? In realtà, i nostri esponenti al Parlamento Europeo sono contrari a questo sistema di etichettatura perché, pur segnalando le qualità intrinseche del prodotto, non tiene conto del fabbisogno quotidiano.
Ciò comporterebbe seri danni per quei prodotti, come ad esempio il Parmigiano Reggiano, che rischierebbero di essere posti su un ranking inferiore rispetto a un barattolo di pasta al sugo confezionata.
Questo sistema creerebbe nel consumatore un’associazione mentale pericolosa, secondo la quale i prodotti contrassegnati come rossi non sono sani, mentre quelli indicati con il verde sono assolutamente salutari.
Qual è la soluzione italiana al problema?
L’Italia appoggia, per l’etichettatura degli alimenti, il sistema Nutrinform Battery. Quest’ultimo è un sistema pensato per dare delle informazioni vere al cittadino, basate cioè sul fabbisogno quotidiano della sostanza e mettendo al bando le demonizzazioni sui singoli elementi nutrizionali.
Se il Nutriscore è appoggiato da diverse catene di distribuzione e multinazionali del settore Food, l’Italia è appoggiata dall’industria alimentare in toto. Il comparto è unito proprio perché un sistema di etichettatura che allarma, ma non educa o non informa, non può rappresentare una via corretta di approccio al problema.
I valori nutrizionali in base al fabbisogno quotidiano sono l’unico parametro da tener presente, oltre al fatto di sensibilizzare il consumatore sul corretto stile di vita alimentare e sulle diete da seguire.
Il Nutriscore, per come è strutturato, potrebbe invece compromettere anche dei capisaldi come la dieta mediterranea, che da secoli rappresenta il sistema alimentare riconosciuto tra quelli più equilibrati.
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