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Andrea Pastore 28/01/2019 0

Martedì 19 febbraio, h 10,30
Sala Convegni Confindustria Salerno

Report integrato di Sostenibilità e rendicontazione non finanziaria
Presentazione del primo Bilancio di Sostenibilità di Antonio Sada & Figli Spa

In Italia, il DL 254/2016 ha reso obbligatoria la redazione del bilancio di sostenibilità per le aziende con più di 500 dipendenti e stato patrimoniale e ricavi netti delle vendite superiori, rispettivamente a 20 e 40 milioni di euro.

Al di là dell’obbligo, centinaia di organizzazioni redigono il documento su base volontaria, anche nel nostro territorio, quale l’industria produttrice di imballaggi in cartone ondulato A.Sada & Figli Spa di cui presentiamo il primo bilancio di sostenibilità, elaborato in collaborazione con Greener Italia, società di consulenza per lo sviluppo sostenibile.

Scopo del convegno è quello di illustrare, attraverso un esempio concreto, le modalità di redazione ed i vantaggi legati al Bilancio di Sostenibilità e la sua integrazione con gli obiettivi, le richieste ed i progetti dei principali stakeholder.

Il modo di fare impresa sta cambiando: la volontà di tendere ad un modello di sviluppo sostenibile delle attività economiche rende necessario far convergere gli interessi aziendali, la salvaguardia del pianeta ed i bisogni delle persone.

Essere competitivi oggi significa legare i risultati economici anche a ricadute positive per la comunità in cui si opera, non solo attraverso l’innovazione di prodotti e servizi ma anche, ad esempio, la ridefinizione della propria catena del valore.

ESG (Environmental, Social, Governance) è l’acronimo chiave della nuova economia globale: rappresenta i tre criteri fondamentali per la valutazione della performance di sostenibilità di una azienda e del suo impatto socio-ambientale.

Diventa quindi fondamentale comunicare e quantificare l’impegno non solo economico, bensì esplicito e concreto che l’azienda promuove per interagire con il suo tessuto sociale ed il suo mercato al fine di trovare soluzioni sempre più sostenibili: i normali documenti di rendicontazione (Stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario, non sono più sufficienti per spiegare tutte le interazioni aziendali ma vanno integrati con nuovi e diversi strumenti come il Bilancio di Sostenibilità.

Elaborato secondo precise linee guida internazionali (GRI Standards) il Bilancio di Sostenibilità affianca il bilancio aziendale integrandolo con  tutti quegli aspetti che caratterizzano l’identità ed i valori propri di ogni organizzazione: mission, processi, mercati,  gestione  e composizione  del personale, scelta dei fornitori, politiche anti-corruzione,  rapporti con la comunità, oltre ai progetti  di sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell'impresa con indicazione dei risultati ottenuti e delle aree di miglioramento.

Consumatori e clienti vogliono acquistare, oltre che un ottimo prodotto al giusto prezzo, un insieme di valori nei quali si possano riconoscere coerentemente con le loro scelte ed obiettivi di sostenibilità. In breve ricercano anche integrità e trasparenza del produttore: il Bilancio di Sostenibilità diventa quindi lo strumento principale per comunicare e valorizzare gli asset intangibili.

Il tema della sostenibilità suscita sempre più interesse anche in ambito finanziario, sia tra i risparmiatori retail, sia tra gli investitori istituzionali.

L’importanza di queste ricerche consiste nel contribuire ad alimentare un circolo virtuoso tra settore finanziario ed economia reale: se un numero crescente di investitori integra i criteri ESG nell’analisi dei titoli, anche le aziende saranno incentivate a tenere in considerazione questi temi nella gestione delle proprie attività. Tali dinamiche sono cruciali per attivare una vera e propria collaborazione tra finanza e imprese in favore dello sviluppo sostenibile.

Per info e contatti: massimolombardi@greeneritalia.it

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Andrea Pastore 22/09/2022

Manifestazione di interesse finalizzata all’inserimento di personale formato e qualificato

Il Gruppo Sada è da sempre radicato sul territorio, legato alla terra e convinto che qui vi sia un enorme potenziale, soprattutto nelle persone che la abitano. Il territorio campano, da tempi lontani, ha una naturale vocazione per il settore Agro-Alimentare, grazie alle opportunità che questo offre in termini di coltivabilità, spazi e clima.

Un settore questo, che ha assistito nel tempo ad un naturale incremento e sviluppo. Nonostante ciò, l’offerta di figure tecniche specializzate è di gran lunga inferiore alla domanda delle stesse. C’è lavoro, servono figure specializzate, ma queste vengono inesorabilmente a mancare.

A tal proposito Confindustria Salerno ha intercettato l’interesse condiviso delle imprese campane, così da costituire nuove fondazioni d’Istruzione Tecnica Superiore, gli I.T.S. TE.LA. (Territorio del Lavoro) e l’attivazione di nuovi percorsi nel periodo 2022/2025.

Tutto questo, ne siamo certi, contribuirà a formare nuove figure, a seminare per poi raccogliere i meravigliosi frutti della nostra terra.
Ma cerchiamo di capire meglio cosa sono gli I.T.S. e quali opportunità offrono nel concreto.

Cosa sono gli I.T.S.

Gli I.T.S. sono scuole d’eccellenza ad alta specializzazione tecnologica post diploma, previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri introdotto il 25 gennaio 2008. Si tratta quindi di istituti che hanno l’obiettivo di formare nuove figure specializzate per ciò che concerne il settore Agro-Alimentare.

L’obiettivo, naturalmente, è quello di permettere, a giovani e no, di specializzarsi e trovare un’occupazione che permetta di sostentarsi, evitando così di essere costretti a lasciare la propria terra.
Nello specifico, per la provincia di Salerno, gli ambiti di intervento saranno tre, focalizzati sull’Area Nuove tecnologie per il Made in Italy:

  • Tecnico Superiore per la sostenibilità del sistema agro-alimentare
  • Tecnico Superiore per la transizione tecnologica del sistema agro-alimentare in chiave 4.0
  • Tecnico Superiore per il controllo della qualità dei prodotti e dei processi.

Il Gruppo Sada, in particolare, ha scelto di partecipare attivamente alla formazione di figure specializzate "PER IL CONTROLLO DELLA QUALITA’ DEI PRODOTTI E DEI PROCESSI”. Si tratta senza dubbio di un settore in forte crescita che offre opportunità concrete di lavoro.

La formazione sarà variegata e caratterizzata sia da lezioni teoriche, che da una parte pratica per introdurre correttamente e agevolmente il candidato nel mondo del lavoro.
Attraverso lezioni didattiche, moduli formativi ed opportunità di stage in azienda, l’allievo sarà formato sulla gestione e l’implementazione di sistemi di controllo qualitativo dei prodotti e dei processi di filiera.

L’obiettivo è quello di formare il tecnico a 360 gradi per renderlo una risorsa valida per le aziende del settore Agro-Alimentare.
Nel dettaglio, il tecnico sarà in grado di utilizzare le tecnologie per l’analisi dei dati e monitorare i processi di impresa: tutte informazioni che risulteranno utili per direzionare lo sviluppo dei prodotti di filiera.

L’importanza della formazione

Noi del Gruppo Sada siamo fermamente convinti che la formazione e la specializzazione siano alla base del futuro.
Senza le giuste skills e competenze, è impossibile entrare nel mondo del lavoro, un mondo che viaggia ad una velocità sempre maggiore e che richiede quindi verticalità e competenza nel proprio settore.
Siamo certi che offrire i giusti mezzi a chi ha intenzione di specializzarsi, sia il modo migliore per creare lavoro, garantire un’occupazione gratificante ai candidati e far sì che le aziende possano contare su figure realmente utili e competenti.

Dopo il successo ottenuto con il Master MATESPACK – Materiali e Tecnologie Sostenibili per Packaging polimerici e cellulosici, presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Salerno che ha annunciato già la sua quarta edizione, il Gruppo crede che perseguire questa strada, cioè creare valore all’interno del proprio bacino di influenza, sia la giusta direzione.

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Andrea Pastore 24/09/2021

Single Use Plastics: cosa stabilisce la Commissione Europea?

Nuova stretta sulla plastica monouso varata dalla Commissione UE. Dal 3 luglio 2021, infatti, tutti i prodotti in plastica dovranno rispettare i requisiti e le restrizioni stabilite dalla direttiva del 2019/904, anche conosciuta come direttiva SUP (Single Use Plastic). 

Lo scopo è quello di ridurre l’impatto dei prodotti di plastica sull’ambiente. Le linee guida e i requisiti che dovranno essere rispettati sono stati recepiti il 31 maggio scorso dalle varie nazioni, affinché il provvedimento sia messo in vigore a partire dal 3 luglio c.a.

La definizione di Single Use Plastic

Le linee guida illustrano la definizione di “plastica”, che comprende quei materiali costituiti da un polimero al quale possono essere aggiunti sostanze e additivi che rappresentano il componente strutturale principale dei prodotti finali.

Fanno eccezione i polimeri naturali che non sono stati modificati chimicamente. Sono esentati anche prodotti come pitture, inchiostri e adesivi. Le plastiche biodegradabili/ bio-based sono considerate a tutti gli effetti plastiche ai sensi della Direttiva SUP. 

Tale indicazione però sarà soggetta a riesame nel 2027, proprio perché il settore degli imballaggi in plastica è in continua evoluzione. Si parla, in tal senso, di una normativa ad hoc che riguardi la plastica biodegradabile e compostabile. 

Tale direttiva dovrebbe essere sviluppata nel 2022, per capire quali sono le possibili applicazioni e in che modo può essere vantaggioso per l’ambiente il loro utilizzo.

Cosa dicono le Linee Guida sui prodotti a base di carta e rivestimento in plastica

Per i prodotti monouso che presentano una base in carta e rivestimento in plastica, l’orientamento è quello di farli rientrare nel campo di applicazione della direttiva. 

In questi casi lo strato di plastica viene applicato come rivestimento della superficie per proteggerla da acqua, grasso ed altri agenti che possono contaminare l’interno. Nel caso di un prodotto composito, il prodotto finale viene considerato in parte plastica, per cui i materiali utilizzati devono rispettare le linee guida stilate.

Gli imballaggi flessibili, come quelli compositi, rientrano nel campo di applicazione della Direttiva quando sono utilizzati per consentire alimenti destinati al consumo senza cottura o preparazione.

Ciò comporta che il packaging di una serie di prodotti, dalla frutta secca alle merendine, fino agli involucri dei surgelati, siano soggetti all’applicazione della Direttiva, mentre sono esenti le confezioni di cereali e di pasta essiccata.

Quali sono i prodotti che non potranno più essere immessi sul mercato?

A partire dalla data di applicazione della direttiva non sarà possibile immettere nuovamente sul mercato tutti i prodotti che contengono plastica oxo-degradabile, oppure prodotti come posate monouso, contenitori in polistirene espanso e i relativi tappi e coperchi.

Etichettatura prodotti per l’igiene personale

Salviette umide, assorbenti, tamponi e così via saranno prodotti che dovranno essere etichettati in maniera tale che il consumatore sia informato sul contenuto di plastica e sui rischi per l’ambiente.

Inoltre, è richiesto un ruolo più attivo da parte delle case produttrici nell’azione di sensibilizzazione sulle tematiche del riciclo e sull’impiego della plastica. Serve poi una partecipazione per il recupero e il trattamento dei rifiuti, così da raggiungere gli obiettivi per il riciclo previsti per la plastica nel corso dei prossimi anni.

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Andrea Pastore 25/12/2015

Sada Packaging - Competenza e Affidabilità

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Energia
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Velocità...

Il gran movimento di un'azienda giovane dalle vedute dinamiche...

Il lavoro continuo e innovativo di chi ha sempre lo sguardo al futuro

La forza di un team, chiamato Sada Packaging

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