Il Gruppo Sada sostiene ISArt
Andrea Pastore 30/09/2016 0
Il Gruppo Sada sostiene l'iniziativa ISArt l'arte in opera che si terrà al Parco Pinocchio di Salerno i giorni 8-9 ottobre.
Creatività e attacchi di arte a colpi di pennelli, argilla e colori per riqualificare il Parco Pinocchio realizzando arredi urbani, street art, fotografia, e scenografia permanenti.
L'evento è realizzato in collaborazione con ex allievi dell'Istituto Statale d'Arte "Filiberto Menna", giovani studenti e la scuola salernitana del fumetto Comix Ars, ideato e curato dall'Architetto Valentina Cirillo.
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Andrea Pastore 10/03/2022
Contributo ambientale CONAI: le novità per il 2022
Dal 1°gennaio 2022 sono entrare in vigore tutte le variazioni relative al contributo ambientale deliberate dal Consiglio di amministrazione CONAI, che vede un’ulteriore riduzione del CAC per gli imballaggi in carta e cartone e per quasi tutti quelli in plastica.
Tale riduzione, da aggiungere a quelle già stabilite nel 2021, sono essenzialmente legate alle quotazioni delle materie prime di imballaggio che continuano ad essere sempre molto alte.
Riduzione contributo ambientale per gli imballaggi in carta e cartone
Il valore del CAC per questa tipologia di imballaggi passa da €25/tonnellata a €10/tonnellata.
Se si pensa che solo a inizio del 2021 il valore era di €55/tonnellata, la riduzione complessiva ammonta oltre l’80%.
Si precisa però, che la diminuzione del contributo ambientale non andrà ad incidere sulla raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone. COMIECO continuerà infatti a garantire l’avvio delle operazioni di riciclo per circa 2,5 milioni di tonnellate, che ha consentito di raggiungere l’87% di riciclo degli imballaggi a base cellulosica, con ben 10 anni di anticipo rispetto agli obiettivi europei.
Restano invece invariati i valori degli extra CAC applicabili agli:
- Imballaggi poliaccoppiati a base carta, adatti al contenimento di liquidi, cui valori ammontano a 30 €/tonnellata;
- Imballaggi di tipo C (costituiti da componente cellulosica pari o superiore o al 60% e minore all’80%), cui valori corrispondono a 120 €/tonnellata
- Imballaggi di tipo D (con componente cellulosica minore al 60% o non esplicitata), cui valori complessivi corrispondono a 250 €/tonnellata.
Riduzione del CAC per gli imballaggi in plastica
Il CAC ha visto una riduzione per quasi tutti i packaging in materiali plastici.
Nel dettaglio, il contributo per gli imballaggi in plastica appartenenti alla:
- Fascia A1 (imballaggi rigidi e flessibili caratterizzata da una filiera industriale di selezione e riciclo efficiente e consolidata, gestiti prevalentemente in circuiti commercio e industria) si riduce da 150 a 104 €/tonnellata.
- Fascia B1 (imballaggi caratterizzati da una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, soprattutto da circuito domestico) si riduce da 208 a 149 €/tonnellata.
- Fascia B2 (altri imballaggi selezionabili/riciclabili da circuito domestico e/o commercio e industria) passa da 560 a 520 €/tonnellata.
- Fascia C (imballaggi con attività sperimentali di selezione/riciclo in corso o non selezionabili/riciclabili dalle attuali tecnologie) da 660 a 642 €/tonnellata.
Fino al 30 giugno 2022 il contributo per gli imballaggi appartenenti alla fascia A2 (imballaggi flessibili con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, in prevalenza da circuito commercio e industria, ma presente in maniera significativa in raccolta differenziata urbana) resterà invariato, pari a 150 €/tonnellata. A partire dal 1° luglio 2022, in concomitanza con i maggiori costi di avvio a riciclo, il valore del CAC aumenterà a 168 €/tonnellata.
Procedure semplificate per l’import
Tali riduzioni hanno avuto anche effetti sulle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni.
Le aliquote da applicare sul valore complessivo delle importazioni si riduce da 0,20 a 0,17% per i prodotti alimentari imballati e da 0,10 a 0,08% per i prodotti non alimentari imballati.
Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi (tara) delle merci importate scende da 101 a 90 €/tonnellata.
Per approfondire l’argomento, puoi consultare la Guida al Contributo Ambientale CONAI 2022.
Andrea Pastore 13/04/2017
Gruppo Sada, Acquisizione Cartotecnica Travagliati: Rassegna Stampa
Andrea Pastore 17/11/2022
Italia-UE scontro sugli imballaggi: cambiare strada è opportuno?
Il nuovo Piano d’azione europeo per l’economia circolare intende garantire che “tutti gli imballaggi sul mercato UE siano riutilizzabili o riciclabili in modo economico entro il 2030”. Questo regolamento disciplinerà uso, reimpiego e riciclo di contenitori ed imballaggi e verrà rilasciato il prossimo 30 novembre come parte del pacchetto sull’economia circolare. Esso nasce dalla volontà di ridurrela quantità di imballaggi immessi sul mercato, promuovere il loro riutilizzo anche con l’uso di sistemi di deposito fino al riciclo, mantenendo la qualità della materia prima seconda impiegata.
Se sarà approvato avrà delle conseguenze importanti sulla manifattura ed il commercio perché punta sul modello di riutilizzo degli imballaggi a scapito di quello di riciclo.
L’Italia tasso di riciclo per gli imballaggi al 70%: dalla discarica al sistema integrato Conai
L’Italia è un paese privo di materie prime che ha fatto da sempre di necessità virtù, diventando trasformatrice e sviluppando il sistema del riciclo. Ha una grande tradizione di riciclo perché di fatto produce beni alimentari, quindi deperibili. Le merci che produce sono acquistate ed apprezzate da tutto il mondo e devono viaggiare integre, sicure e senza possibilità di contaminazione. Il sistema consortile italiano Conai è un sistema di eccellenza che opera da 25 anni, rappresenta la filiera produttiva dell’imballaggio e raggruppa circa 3.300 aziende. Ha segnato il passaggio da un sistema di gestione basato sulla discarica ad un sistema integrato, che si basa sulla prevenzione, sul recupero e sul riciclo dei sei materiali da imballaggio: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica-bioplastica e vetro.
In Italia coinvolge oltre 700.000 aziende ed impiega 6 milioni di addetti. Grazie a Conai, il nostro Paese ha raggiunto un tasso di riciclo per gli imballaggi pari a circa il 70%, raggiungendo con 9 anni di anticipo gli obiettivi europei per il 2030. Tra i materiali più virtuosi, vi sono il vetro e la carta. Merito di questo sistema, è il recupero del 76,6% del vetro (75% è il target 2030) e l’85% di carta e cartone (già raggiunto il target 2050), mentre sul riciclo di altri materiali, tra cui quello della plastica, vengono impegnate 350 imprese.
A supporto, Conai e altri dati di sistemi indipendenti di raccolta e riciclo dicono che il riutilizzo degli imballaggi è praticato in tutti i casi in cui vi sia un senso logistico, economico o ambientale e l’Italia è il Paese a maggiore efficienza nel rigenerare nuove materie prime in materiali usati. Se si somma al riciclo anche il recupero energetico, il totale degli imballaggi sottratti alla discarica diventa dell’83,7%, quasi 11 milioni di tonnellate, pari a 7 imballaggi su 10.
Una scelta che va supportata e giustificata da dati: il riutilizzo è sostenibile?
Siamo solidali con chi afferma che il riutilizzo può essere uno strumento importante ma non l’unico. È strettamente necessario tenere conto delle ripercussioni ambientali ed economiche, della tipologia dei prodotti e della situazione reale in cui si trovano le imprese. Inoltre, le scelte devono essere supportate da valutazioni tecnico scientifiche che consentano a parità di diritti ambientali, di perseguire quei modelli che comportano benefici maggiori sotto il profilo economico e sociale. Sarebbe prima necessario avere risultanze adeguate sul reale rapporto tra impatti ambientali e costi/benefici che derivano da questi sistemi. Qualora dovesse essere favorito il riuso, dove verranno portati tutti gli imballaggi che prima erano virtuosamente destinati al riciclo?
Inoltre, meno di un anno fa, il PNRR ha previsto investimenti per 2,1 miliardi di euro per migliorare la capacità di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e il paradigma della circular economy. Queste risorse puntano a finanziare progetti per il rafforzamento delle infrastrutture per la raccolta differenziata e l'ammodernamento o lo sviluppo di nuovi impianti di trattamento, colmando il divario tra Nord e Sud del Paese e realizzando progetti flagship altamente innovativi per le filiere strategiche. Attualmente, il Ministero della transizione ecologica sta chiudendo le graduatorie per l’erogazione dei finanziamenti. Con questa azione afferma che se il modello nazionale basato sulla raccolta differenziata funziona, come quello del riciclo, la normativa comunitaria deve supportarlo e non sostituirlo con uno nuovo dall’efficacia incerta.
Fonte: Il Sole 24 Ore – www.conai.org - https://ec.europa.eu