Formaperta Lancia Due Nuove Linee Di Arredamento
Andrea Pastore 06/11/2015 0
Sono due le nuove linee di arredamento per ufficio proposte da Formaperta, modulabili, versatili, personalizzabili e realizzate in cartone riciclabile: 4.8.12 by Alessandra Secchi e Curvy by Daniele Iannicelli
4.8.12 è un sistema d’arredo per ufficio,sviluppato secondo il principio della modularità. La collezione di arredi è composta da cassettiere e librerie componibili che, ancorate tra loro attraverso appositi elementi, diventano eleganti scrivanie singole o postazioni di lavoro multiple. Semplici elementi base consentono di ottenere svariate configurazioni spaziali, permettendo di dare vita ad ambienti di lavoro flessibili e dinamici, in grado di rispondere alle esigenze di ogni azienda, studio professionale o spazio privato.
Curvy è una linea d’arredo per ufficio interamente realizzata in cartone riciclabile, pensata per chi vuole creare un ambiente versatile e divertente caratterizzandolo con segni d’identità. L’intera linea è stata ideata per essere leggera, ma nello stesso tempo resistente, personalizzabile e componibile. E’ perfetta per gli uffici, ma anche per altre destinazioni come ambienti fieristici, negozi, centri commerciali, hotel, musei e per tutti gli eventi al coperto.
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Etichettatura ambientale degli imballaggi: quali sono le novità
Il 1° Gennaio 2022 sarebbe dovuta entrare in vigore la nuova etichettatura ambientale che recepisce la Decisione 129/1997/CE. Tale adempimento riguarda tutti gli imballaggi, che dovranno presentare una codifica alfanumerica che ne faciliti il conferimento nella raccolta differenziata.
Che cosa prevede la nuova etichettatura ambientale e a cosa serve?
Tutti gli imballaggi, in base alla decisione europea, dovranno riportare una codifica alfanumerica che identifica il tipo di materiale. Ciò consente di ottimizzare al meglio la raccolta differenziata, così da raggiungere alti livelli di recupero anche per quanto riguarda il settore degli imballaggi.
In alcuni casi le informazioni possono essere impresse direttamente sul packaging oppure possono essere apposte su un supporto esterno. Non ci sono indicazioni riguardo gli aspetti grafici come:
- forma;
- colore;
- dimensioni.
Il concetto principale è che le informazioni devono essere chiare, in particolare se il packaging riveste un prodotto B2C: in questo caso, c’è bisogno di fornire all’utente più indicazioni possibili, ma soprattutto in maniera chiara e leggibile.
Per quanto riguarda la dimensione dei caratteri, non è prevista indicazione, ma si invitano i produttori di imballaggi a tenere a mente le specifiche tecniche indicate dalla normativa relativa all’etichettatura degli alimenti.
Dove deve essere applicata la nuova etichettatura ambientale?
Come abbiamo detto in precedenza, l’etichettatura ambientale va applicata su qualsiasi tipo di imballaggio, anche su quello per l’eCommerce.
Bisogna fare attenzione alle diciture “biodegradabile” e “compostabile” perché prevedono due modalità differenti di smaltimento. Per i packaging poliaccoppiati deve essere presente la modalità di smaltimento di ogni parte dell’imballaggio.
Un esempio può essere rappresentato dal riso, che generalmente presenta un contenitore in plastica sottovuoto rivestito da un astuccio in cartone.
Inoltre, si rimanda il consumatore a visionare i regolamenti comunali vigenti in merito allo smaltimento di prodotti poliaccoppiati, in particolare quelli che presentano diversi materiali che non possono essere separati manualmente.
Che cosa è stato stabilito dal decreto “Milleproroghe” in termini di etichettatura ambientale?
In data 30 dicembre 2021, sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto-legge n. 228, anche conosciuto con il nome DL “Milleproroghe”. Tale decreto-legge ha previsto il rinvio di alcune scadenze, tra cui la sospensione dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi fino al 30 giugno 2022.
Oltre a questa proroga, viene concessa alle aziende operanti nel packaging la possibilità di continuare a effettuare la commercializzazione dei prodotti privi dei nuovi requisiti di etichettatura ambientale.
Il provvedimento si applica agli imballaggi già immessi in commercio o già provvisti di etichetta al 1° luglio 2022, al fine di consentire l’esaurimento delle scorte. La disposizione è completata con l’emanazione di un decreto, la cui natura non è regolamentare, che porta la firma del Ministro della Transizione Ecologica, affinché siano adottate linee guida tecniche per la corretta etichettatura degli imballaggi.
Questa proroga avvantaggia le aziende che hanno bisogno ancora di eliminare scorte di imballaggi, oppure che stanno adeguando la linea di produzione in maniera da conformarsi alla decisione europea.
Andrea Pastore 17/11/2022
Italia-UE scontro sugli imballaggi: cambiare strada è opportuno?
Il nuovo Piano d’azione europeo per l’economia circolare intende garantire che “tutti gli imballaggi sul mercato UE siano riutilizzabili o riciclabili in modo economico entro il 2030”. Questo regolamento disciplinerà uso, reimpiego e riciclo di contenitori ed imballaggi e verrà rilasciato il prossimo 30 novembre come parte del pacchetto sull’economia circolare. Esso nasce dalla volontà di ridurrela quantità di imballaggi immessi sul mercato, promuovere il loro riutilizzo anche con l’uso di sistemi di deposito fino al riciclo, mantenendo la qualità della materia prima seconda impiegata.
Se sarà approvato avrà delle conseguenze importanti sulla manifattura ed il commercio perché punta sul modello di riutilizzo degli imballaggi a scapito di quello di riciclo.
L’Italia tasso di riciclo per gli imballaggi al 70%: dalla discarica al sistema integrato Conai
L’Italia è un paese privo di materie prime che ha fatto da sempre di necessità virtù, diventando trasformatrice e sviluppando il sistema del riciclo. Ha una grande tradizione di riciclo perché di fatto produce beni alimentari, quindi deperibili. Le merci che produce sono acquistate ed apprezzate da tutto il mondo e devono viaggiare integre, sicure e senza possibilità di contaminazione. Il sistema consortile italiano Conai è un sistema di eccellenza che opera da 25 anni, rappresenta la filiera produttiva dell’imballaggio e raggruppa circa 3.300 aziende. Ha segnato il passaggio da un sistema di gestione basato sulla discarica ad un sistema integrato, che si basa sulla prevenzione, sul recupero e sul riciclo dei sei materiali da imballaggio: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica-bioplastica e vetro.
In Italia coinvolge oltre 700.000 aziende ed impiega 6 milioni di addetti. Grazie a Conai, il nostro Paese ha raggiunto un tasso di riciclo per gli imballaggi pari a circa il 70%, raggiungendo con 9 anni di anticipo gli obiettivi europei per il 2030. Tra i materiali più virtuosi, vi sono il vetro e la carta. Merito di questo sistema, è il recupero del 76,6% del vetro (75% è il target 2030) e l’85% di carta e cartone (già raggiunto il target 2050), mentre sul riciclo di altri materiali, tra cui quello della plastica, vengono impegnate 350 imprese.
A supporto, Conai e altri dati di sistemi indipendenti di raccolta e riciclo dicono che il riutilizzo degli imballaggi è praticato in tutti i casi in cui vi sia un senso logistico, economico o ambientale e l’Italia è il Paese a maggiore efficienza nel rigenerare nuove materie prime in materiali usati. Se si somma al riciclo anche il recupero energetico, il totale degli imballaggi sottratti alla discarica diventa dell’83,7%, quasi 11 milioni di tonnellate, pari a 7 imballaggi su 10.
Una scelta che va supportata e giustificata da dati: il riutilizzo è sostenibile?
Siamo solidali con chi afferma che il riutilizzo può essere uno strumento importante ma non l’unico. È strettamente necessario tenere conto delle ripercussioni ambientali ed economiche, della tipologia dei prodotti e della situazione reale in cui si trovano le imprese. Inoltre, le scelte devono essere supportate da valutazioni tecnico scientifiche che consentano a parità di diritti ambientali, di perseguire quei modelli che comportano benefici maggiori sotto il profilo economico e sociale. Sarebbe prima necessario avere risultanze adeguate sul reale rapporto tra impatti ambientali e costi/benefici che derivano da questi sistemi. Qualora dovesse essere favorito il riuso, dove verranno portati tutti gli imballaggi che prima erano virtuosamente destinati al riciclo?
Inoltre, meno di un anno fa, il PNRR ha previsto investimenti per 2,1 miliardi di euro per migliorare la capacità di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e il paradigma della circular economy. Queste risorse puntano a finanziare progetti per il rafforzamento delle infrastrutture per la raccolta differenziata e l'ammodernamento o lo sviluppo di nuovi impianti di trattamento, colmando il divario tra Nord e Sud del Paese e realizzando progetti flagship altamente innovativi per le filiere strategiche. Attualmente, il Ministero della transizione ecologica sta chiudendo le graduatorie per l’erogazione dei finanziamenti. Con questa azione afferma che se il modello nazionale basato sulla raccolta differenziata funziona, come quello del riciclo, la normativa comunitaria deve supportarlo e non sostituirlo con uno nuovo dall’efficacia incerta.
Fonte: Il Sole 24 Ore – www.conai.org - https://ec.europa.eu