Tassonomia verde e obblighi contabili: cosa si intende?

Andrea Pastore 21/06/2022 0

Tassonomia Unione Europea; dal parlamento arrivano le indicazioni alle imprese per una transizione socialmente sostenibile.

Che cos’è la tassonomia verde?

La tassonomia verde è quell’enorme piano di regole e normative che nel Marzo del 2018 è stato lanciato dall’Unione Europea sotto il nome di: “action plan on sustainable finance”.

In pratica si tratta dell’impegno da parte dell’UE e degli stati membri di ridurre l’impatto ambientale dell’economia del nostro continente.
Il termine “tassonomia” nasce proprio dalla classificazione delle attività economiche che – secondo l’ UE – possono essere definite “ecosostenibili”.

Un vademecum insomma che spieghi in modo chiaro ad imprenditori e politici quali sono le attività economiche sulle quali investire che contribuiscono ad avere un’economia che non sia di impatto negativo sull’ambiente.

La normativa sulla Tassonomia Verde è entrata in vigore il 13 luglio del 2020, attraverso la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea del regolamento 2020/852.
In tale normativa si legge tra le altre cose che ogni attività economica facente parte della classificazione indicata deve rispondere a precisi criteri tecnici grazie ai quali sarà attribuito il bollino di attività sostenibile.

Cosa si intende per tassonomia delle attività sostenibili?

La tassonomia è quindi, una classificazione comune a livello UE delle attività economiche che possono essere considerate sostenibili dal punto di vista ambientale. È concepita come strumento per guidare le scelte di investitori e imprese in vista della transizione verso una crescita economica priva di impatti negativi sull’ambiente e, in particolare, sul clima.

Quali sono gli obiettivi della tassonomia europea?

Le attività commerciali vengono selezionati in base alla possibilità di contribuire a sei obiettivi ambientali identificati dalla Commissione Europea:

  • mitigazione del cambiamento climatico;
  • adattamento al cambiamento climatico;
  • uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine;
  • transizione verso l’economia circolare, con riferimento anche a riduzione e riciclo dei rifiuti;
  • prevenzione e controllo dell’inquinamento;
  • protezione della biodiversità e della salute degli eco-sistemi.

Per essere eco-sostenibile, quindi, un’attività deve soddisfare almeno quattro criteri:

  • contribuire positivamente ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali;
  • non produrre impatti negativi su nessun altro obiettivo;
  • essere svolta nel rispetto di garanzie sociali minime (per esempio, quelle previste dalle convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro – OIL);
  • rispettare i criteri tecnici identificati da atti delegati adottati dalla stessa Commissione Europea.

Tassonomia verde europea: scenari futuri

Tutto il progetto pone quindi diverse questioni relativamente alla relazione tra tassonomia ambientale e sociale delle aziende.
La tassonomia sociale mirerà anche a far ottenere vantaggi sociali alle attività facenti parte dell’organizzazione: queste andranno a creare nuovi posti di lavoro con contribuiti di tassazione facilitati.

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Andrea Pastore 18/04/2016

Il Mattino: Dal Sud La Spinta Per La Raccolta Differenziata
Un settore in continuo movimento chiamato a dettare la linea della green economy del futuro. È questo il disegno tracciato nel corso del convegno di ieri mattina per lo stabilimento di Antonio Sada & Figli di Pontecagnano Faiano dedicato alla filiera della carta e del cartone ed inserito nell’ambito dell’iniziativa RicicloAperto, organizzata dal Comico (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica).   Un’occasione per fare il punto della situazione in un comparto che negli ultimi anni si è distinto per capacità ricrescita e d'innovazione,maanche per discutere di un tema strettamente collegato: l’economia circolare, sistemachesi sta affermando in tutto il mondo in maniera sempre più decisa nel quale le varie attività, estrazione e produzione in primis, vengono organizzate in modo che i rifiuti siano una risorsa. Modello, quest’ultimo, nel quale il distretto campano recita un ruolo da protagonista. Basti pensare che nel salernitano vi è l’unico caso in Italia di sistema autosufficiente per produzione di materiale da macero e manufatti in carta e cartone. Di qui lo stretto legame tra economia circolare e filiera della carta, al quale va aggiunto necessariamente un terzo tassello: la raccolta differenziata. Ed è proprio in tale ottiche il Comieco sta sensibilizzando i Comuni del Mezzogiorno affinché facciano di più in termini di efficienza. Così è stato inteso il «Piano per il Sud», varato nei mesi scorsi e patrocinato dal ministero dell’Ambiente, che ha messo a disposizione 7 milioni di euro per i Comuni con deficit di raccolta (Avellino, Giugliano, Agrigento e Brindisi per fare qualche esempio di centri che hanno chiesto di aderirvi) utili a finanziare l’acquisto di attrezzature,nuovi automezzi e campagne di comunicazione. Un modo per continuare sulla strada intrapresa da qualche anno che parla, per quel che riguarda la percentuale di carta raccolta nelle regioni del Meridione nel 2014, di un +10,4%, con la Campania nel ruolo di traino (+17.6%). Numeri che fanno ben sperare e fanno crescere la fiducia intorno ad un settore che ha cominciato a muovere i suoi primi passi nel 1985. «È il Sud l’area che può dare ancora più spinta alla raccolta differenziata- ha evidenziato durante la sua relazione il responsabile dell’area riciclo e recupero del Comieco, Roberto Di Molfetta- il Piano per il Mezzogiorno sta andando avanti in stretto contatto con i Comuni e con l’Anci. I numeri sono importanti e le risorse recuperabili, attraverso un’accorta politica ambientale, sono considerevoli. C’è molto, però, da migliorare: alcuni fondi sono purtroppo fermi perché parecchi Comuni sono lenti nell’acquistare le attrezzature e nell’affidare i servizi della raccolta». «L’attivazione delle procedure e in stretta sinergia è un grande successo - ha aggiunto Filippo Bernocchi, delegato Anci in materia di rifiuti ed energia- spero solo che sull’economia circolare e sui temi ambientali la si smetta di fare ideologia e si capisca che tutto ciò rappresenta una grande occasione di sviluppo per il sistema Paese e per l’industria. Oggi abbiamo un grande opportunità: il processo va strutturato con perizia e mondo produttivo e cittadini devono fare la loro parte. Voglio solo ricordare che l’Unione Europea da qui al 2020 ha messo a disposizione circa 90 miliardi di euro. Ci sono tutti gli elementi per poter fare bene ».   [widgetkit id=47]
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Andrea Pastore 06/02/2015

Inaugurata, con la Partnership di Antonio Sada, "Mulieres" - Mostra di Milo Manara a Salerno
Martedì 3 febbraio, presso il Salone del Gonfalone del Palazzo di Città, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della Mostra “Mulieres” di Milo Manara, che sarà inaugurata la sera stessa, alle ore 19.00, presso Palazzo Fruscione. Un evento unico nel suo genere, che vede Salerno come tappa iniziale di un lungo omaggio che Comicon vuole tributare alla figura dell’artista veronese. Il maestro dell’erotismo disegnato compirà, infatti, 70 anni proprio quest’anno. Comicon, da sempre vicino all’autore de “il Gioco”, vuole omaggiare questa ricorrenza puntando proprio su Salerno, con il primo evento del 2015. Antonio Sada & Figli ha curato gli allestimenti della mostra fornendo agli organizzatori diversi elementi (sedie, scrivanie, espositori, pannelli stampati con le opere di Manara, etc etc)  rigorosamente realizzati in cartone ondulato. Ecco alcune foto della giornata inaugurale:
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Andrea Pastore 21/01/2022

Etichettatura ambientale degli imballaggi: quali sono le novità

Il 1° Gennaio 2022 sarebbe dovuta entrare in vigore la nuova etichettatura ambientale che recepisce la Decisione 129/1997/CE. Tale adempimento riguarda tutti gli imballaggi, che dovranno presentare una codifica alfanumerica che ne faciliti il conferimento nella raccolta differenziata.

Che cosa prevede la nuova etichettatura ambientale e a cosa serve?

Tutti gli imballaggi, in base alla decisione europea, dovranno riportare una codifica alfanumerica che identifica il tipo di materiale. Ciò consente di ottimizzare al meglio la raccolta differenziata, così da raggiungere alti livelli di recupero anche per quanto riguarda il settore degli imballaggi.

In alcuni casi le informazioni possono essere impresse direttamente sul packaging oppure possono essere apposte su un supporto esterno. Non ci sono indicazioni riguardo gli aspetti grafici come:

  • forma;
  • colore;
  • dimensioni.

Il concetto principale è che le informazioni devono essere chiare, in particolare se il packaging riveste un prodotto B2C: in questo caso, c’è bisogno di fornire all’utente più indicazioni possibili, ma soprattutto in maniera chiara e leggibile.

Per quanto riguarda la dimensione dei caratteri, non è prevista indicazione, ma si invitano i produttori di imballaggi a tenere a mente le specifiche tecniche indicate dalla normativa relativa all’etichettatura degli alimenti.

Dove deve essere applicata la nuova etichettatura ambientale?

Come abbiamo detto in precedenza, l’etichettatura ambientale va applicata su qualsiasi tipo di imballaggio, anche su quello per l’eCommerce. 

Bisogna fare attenzione alle diciture “biodegradabile” e “compostabile” perché prevedono due modalità differenti di smaltimento. Per i packaging poliaccoppiati deve essere presente la modalità di smaltimento di ogni parte dell’imballaggio.

Un esempio può essere rappresentato dal riso, che generalmente presenta un contenitore in plastica sottovuoto rivestito da un astuccio in cartone.

Inoltre, si rimanda il consumatore a visionare i regolamenti comunali vigenti in merito allo smaltimento di prodotti poliaccoppiati, in particolare quelli che presentano diversi materiali che non possono essere separati manualmente.

Che cosa è stato stabilito dal decreto “Milleproroghe” in termini di etichettatura ambientale?

In data 30 dicembre 2021, sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto-legge n. 228, anche conosciuto con il nome DL “Milleproroghe”. Tale decreto-legge ha previsto il rinvio di alcune scadenze, tra cui la sospensione dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi fino al 30 giugno 2022.

Oltre a questa proroga, viene concessa alle aziende operanti nel packaging la possibilità di continuare a effettuare la commercializzazione dei prodotti privi dei nuovi requisiti di etichettatura ambientale.

Il provvedimento si applica agli imballaggi già immessi in commercio o già provvisti di etichetta al 1° luglio 2022, al fine di consentire l’esaurimento delle scorte. La disposizione è completata con l’emanazione di un decreto, la cui natura non è regolamentare, che porta la firma del Ministro della Transizione Ecologica, affinché siano adottate linee guida tecniche per la corretta etichettatura degli imballaggi.

Questa proroga avvantaggia le aziende che hanno bisogno ancora di eliminare scorte di imballaggi, oppure che stanno adeguando la linea di produzione in maniera da conformarsi alla decisione europea.

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