La Filiera Responsabile di Carta e Cartone

Andrea Pastore 23/03/2016 0

In occasione di RicicloAperto, lo stabilimento di Antonio Sada & Figli SpA si apre al pubblico per ospitare il convegno in cui verranno affrontati i temi della raccolta differenziata al Sud e l'impegno delle imprese verso l'ecoinnovazione. Gli interventi,moderati da un giornalista de Il Mattino e con il supporto di un docente dell’Università La Sapienza di Roma, faranno il punto sull’economia circolare della filiera di carta e cartone.

ANCI, Comieco, Regione Campania e le imprese di 100% Campania (Antonio Sada & Figli, Cartesar, Formaperta, Greener Italia, Sabox, Sada Packaging) porteranno la loro testimonianza e descriveranno i nuovi progetti accumunati dallo sforzo comune per un futuro più sostenibile al Sud.

Sabato 16 Aprile 2016 - Ore 10.30 > 13.00

Stabilimento Antonio Sada & Figli - Pontecagnano Faiano (SA)

10.00 Registrazione

10.15 Apertura Lavori

  • Antonello Sada, Antonio Sada & Figli SPA
  • Carlo Montalbetti, Comieco
  • Aldo Savarese, 100%Campania

10.30 Saluti Istituzionali

  • Ernesto Sica, Sindaco di Pontecagnano Faiano
  • Andrea Prete, Presidente della CCIA di Salerno
  • Maura Maccauro, Presidente Confindustria Salerno
  • Michele Buonomo, Presidente Legambiente Campania

10.45 Coordina il convegno Alessandra Tommasino, IlMattino

  • L'economia circolare della filiera cartaria - Maurizio Boccacci Mariani, Università La Sapienza Roma
  • Investiamo per il futuro: il piano Sud Comico - Roberto Di Molfetta, Comieco
  • Da problema a risorsa: l'impegno dei comuni nella raccolta differenziata - Filippo Bernocchi, ANCI
  • Materie prima locali: 100% Campania - Fulvio De Iuliis, Cartesar
  • L'innovazione negli imballaggi cellulosici per consumi sostenibili - Valentina Sada, Gruppo Sada
  • Il Sud e l'economia circolare - Amedeo Lepore, Assessore Industria Regione Campania 

13.00 Rinfresco

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Andrea Pastore 11/12/2021

Nestlé Italiana premiata da Confindustria per i suoi progetti di economia circolare
Salerno, 7 dicembre 2021 – Nestlé Italiana vince il concorso “Best performer dell’economia circolare 2020/2021"nella categoria Grande Impresa Manifatturiera, ideato da Confindustria con il supporto di 4.Manager e la collaborazione di Enel X ed Eni, con l’obiettivo di valorizzare le aziende che investono in tecnologie per far crescere il business in chiave sostenibile e che hanno implementato soluzioni innovative di economia circolare. Nestlé Italiana ha ottenuto questo importante riconoscimento grazie all’ideazione di “Km0 Cardboard”, realizzato grazie al coinvolgimento del produttore di imballaggi SADA (membro della Rete per Packaging Sostenibile: 100% Campania) - e di Hera Ambiente, gruppo nato dalla volontà delle imprese del territorio campano di sviluppare nuovi modelli produttivi all’insegna dell’economia circolare e di attivare una rete di collaborazione virtuosa tra le aziende locali. Si tratta di un programma di economia circolare ideato con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale del packaging in cartone ondulato utilizzato da Nestlé, impiegato concretamente per le necessità dello stabilimento Buitoni di Benevento. Grazie a questa iniziativa, Nestlé Italiana e la Rete di aziende coinvolte, sono riuscite a realizzare un importante ciclo di produzione di imballaggi “a circuito chiuso” che prevede: il ritiro degli scarti di carta e cartone prodotti presso lo stabilimento Buitoni ad opera della cartiera Cartesar, trasformati quindi in carta riciclata e poi convertiti dal produttore di imballaggi SADA in nuovo packaging per Nestlé. “Il progetto “Km0 Cardboard” e il ciclo virtuoso di Nestlè rappresentano esempi concreti di realizzazione della missione di 100% Campania. Il packaging è la leva strategica per accompagnare i nostri clienti in tutte le fasi del percorso di integrazione della sostenibilità secondo i più avanzati standard internazionali di riferimento, a partire dall’allineamento agli obbiettivi dell’Agenda 2030…” ha dichiarato Aldo Savarese, Presidente della Rete Campania 100%.
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Andrea Pastore 24/09/2021

Single Use Plastics: cosa stabilisce la Commissione Europea?

Nuova stretta sulla plastica monouso varata dalla Commissione UE. Dal 3 luglio 2021, infatti, tutti i prodotti in plastica dovranno rispettare i requisiti e le restrizioni stabilite dalla direttiva del 2019/904, anche conosciuta come direttiva SUP (Single Use Plastic). 

Lo scopo è quello di ridurre l’impatto dei prodotti di plastica sull’ambiente. Le linee guida e i requisiti che dovranno essere rispettati sono stati recepiti il 31 maggio scorso dalle varie nazioni, affinché il provvedimento sia messo in vigore a partire dal 3 luglio c.a.

La definizione di Single Use Plastic

Le linee guida illustrano la definizione di “plastica”, che comprende quei materiali costituiti da un polimero al quale possono essere aggiunti sostanze e additivi che rappresentano il componente strutturale principale dei prodotti finali.

Fanno eccezione i polimeri naturali che non sono stati modificati chimicamente. Sono esentati anche prodotti come pitture, inchiostri e adesivi. Le plastiche biodegradabili/ bio-based sono considerate a tutti gli effetti plastiche ai sensi della Direttiva SUP. 

Tale indicazione però sarà soggetta a riesame nel 2027, proprio perché il settore degli imballaggi in plastica è in continua evoluzione. Si parla, in tal senso, di una normativa ad hoc che riguardi la plastica biodegradabile e compostabile. 

Tale direttiva dovrebbe essere sviluppata nel 2022, per capire quali sono le possibili applicazioni e in che modo può essere vantaggioso per l’ambiente il loro utilizzo.

Cosa dicono le Linee Guida sui prodotti a base di carta e rivestimento in plastica

Per i prodotti monouso che presentano una base in carta e rivestimento in plastica, l’orientamento è quello di farli rientrare nel campo di applicazione della direttiva. 

In questi casi lo strato di plastica viene applicato come rivestimento della superficie per proteggerla da acqua, grasso ed altri agenti che possono contaminare l’interno. Nel caso di un prodotto composito, il prodotto finale viene considerato in parte plastica, per cui i materiali utilizzati devono rispettare le linee guida stilate.

Gli imballaggi flessibili, come quelli compositi, rientrano nel campo di applicazione della Direttiva quando sono utilizzati per consentire alimenti destinati al consumo senza cottura o preparazione.

Ciò comporta che il packaging di una serie di prodotti, dalla frutta secca alle merendine, fino agli involucri dei surgelati, siano soggetti all’applicazione della Direttiva, mentre sono esenti le confezioni di cereali e di pasta essiccata.

Quali sono i prodotti che non potranno più essere immessi sul mercato?

A partire dalla data di applicazione della direttiva non sarà possibile immettere nuovamente sul mercato tutti i prodotti che contengono plastica oxo-degradabile, oppure prodotti come posate monouso, contenitori in polistirene espanso e i relativi tappi e coperchi.

Etichettatura prodotti per l’igiene personale

Salviette umide, assorbenti, tamponi e così via saranno prodotti che dovranno essere etichettati in maniera tale che il consumatore sia informato sul contenuto di plastica e sui rischi per l’ambiente.

Inoltre, è richiesto un ruolo più attivo da parte delle case produttrici nell’azione di sensibilizzazione sulle tematiche del riciclo e sull’impiego della plastica. Serve poi una partecipazione per il recupero e il trattamento dei rifiuti, così da raggiungere gli obiettivi per il riciclo previsti per la plastica nel corso dei prossimi anni.

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Andrea Pastore 09/10/2015

I Centenari: Antonio Sada & Figli tra le aziende storiche di Salerno
Cento candeline, cento anni di attività e non sentirli affatto. Anzi nel campo imprenditoriale la longevità è un valore: più hai un passato, maggiore è l’esperienza, più importante la storia da scrivere. Un libro ha raccontato quella delle più antiche aziende campane (tra cui sei salernitane), s’intitola “I Centerari” scritto da Vittoria Marino, docente dell’Università di Salerno e Maria Rosaria Napolitano, docente dell’Università del Sannio. Storie di aziende ma soprattutto di famiglie che si sono tramandate il mestiere di padre in figlio, portando alto il nome di Salerno nel mondo. «Dal libro emerge il valore della famiglia - spiega la coautrice Vittoria Marino - che è il punto di forza di queste aziende. Il libro trasmette un messaggio di ottimismo e di propositività per i giovani. Di questi imprenditori mi ha colpito soprattutto il fatto di mettere al primo posto l’impresa anche rispetto ai rapporti personali, compiendo a volte scelte dolorose». Chi a Salerno non conosce Pantaleone. La pasticceria nasce nel 1868 fondata da Mario Pantaleone con il nome di “Accreditata dolceria deposito di coloniali”. Come racconta il libro, nel 1930, il successore Alfonso durante una passeggiata sugli Alburni viene colpito dalle fragole del luogo e inventa la famossima Scazzetta, ricoperta appunto da fragoline, diventata il simbolo dell'azienda. «I Reali di casa Savoia elevano la Pasticceria Pantaleone a rango di fornitori ufficiali della nobile famiglia» scrivono le autrici. I dolci di Pantaleone li apprezzano anche Edoardo e Peppino De Filippo, Bill Clinton, Michail Gorbacev. «Ma il più affezionato sembra essere stato Papa Woityla, che per ogni compleanno era solito chiedere alla Pasticceria Pantaleone di preparare grossi quantitativi di dolcezze da inviare al Vaticano» si legge nel libro. Oggi l'ultima generazione dei Pantaleone guida l'azienda seguendo la tradizione ma con una impostazione manageriale, rimanendo sempre in via Mercanti. Molte sono storie di persone semplici. Andrea De Luca, il fondatore della “De Luca Industria Grafica e Cartaria”, va a cercare fortuna in America, vive per 15 anni nel Connecticut dove fa i lavori più umili e impara a fare il tipografo. Torna ad Amalfi, sua terra d'origine, e compra una vecchia tipografia. «L'azienda ha una svolta alla metà degli anni Sessanta con il trasferimento dello stabilimento da Amalfi a Salerno» si legge nel volume. L'azienda s'ingrandisce e da tipografia diventa impresa specializzata nella produzione di carta per usi industriali e alimentari. Rifornisce la flotta Lauro e il Gruppo Marzotto. E’ ora gestita dai nipoti del patròn, Andrea e Raffaele, e può vantare una clientela internazionale. E ci sono aziende che sono “familiari” da quattro generazioni. E' il caso della Magaldi Industrie, fondata nel 1929 da Paolo Magaldi: tra i suoi clienti ha l'Enel, è proprietaria di 32 brevetti «che le hanno consentito di essere oggi leder per alcune tecnologie». E c'è chi ha più di cento anni. L'azienda Sada nasce nel 1900 a Vietri sul mare. A partire dagli anni Sessanta i figli del fondatore Antonio, Alfonso e Domenico Sada, comprendono la potenzialità di sviluppo del packaging. E' un investimento vincente. L'azienda conquista alcuni grandi clienti come l'Algida. Negli ultimi anni l'orientamento è verso package biodegradabili, riciclabili e riutilizzabili. Un'altra eccellenza territoriale raccontata nel libro è la Cianciullo Marmi, che si occupa di marmo, granito e travertino. E' il consigliere di amministrazione di quarta generazione, Paola Cianciullo a raccontare nel libro come sia stato il bisnonno, raffinato scultore della fine dell'Ottocento, a iniziare la lavorazione del materiale grezzo in un piccolo laboratorio a Nocera Inferiore. «Finchè c’è mare c’è pane. Salerno è in una posizione strategica e deve avere un porto importante»: l’idea è di Michele Autuori, che ebbe una visione del futuro di Salerno già nel 1871, anno di nascita dell’Agenzia marittima che porta il suo nome. «Ancora oggi, al numero telefonico di Autuori risponde una persona, non ci sono dischi registrati che smistano telefonate. Il cliente è realmente centrale» racconta il libro.   Fonte: La Città di Salerno
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